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Tag: migranti

Intanto si riparte

Intanto si riparte

Qui a Siracusa abbiamo praticamente ripreso la nostra attività al CIAO. Da poco abbiamo pubblicato l’ultimo numero del nostro magazine, il Siracusanews#46 con un rapido reportage di quanto fatto nel periodo estivo (peccato che la serata in piazza Duomo per la giornata del Migrante sia saltata a causa del maltempo…) e a conti fatti è bello vedere che la ripresa era già iniziata da giugno, quando si è pensato che almeno per la consulenza legale si potevano riaprire le porte.

Adesso stiamo vivendo un rapido periodo di transizione, perché c’è un avvicendamento di persone nella nostra comunità e questo comporta necessariamente un nuovo equilibrio, consapevolezza, visione di futuro… e la cosa è sicuramente interessante.

Come anti siamo anche in attesa del nuovo assetto legislativo che dovrà ripensare l’approccio italiano al tema dei migranti. Dopo i cosiddetti decreti sicurezza di Salvini (e sto scrivendo mentre qui vicino, a Catania, si sta svolgendo il processo per i fatti legati alla Gregoretti, dell’anno scorso (insolito che se ne occupi anche una testata come Wired, sicuramente più attenta al digitale che alla politica…)) qualcosa deve necessariamente cambiare. E dai titoli, dalle anticipazioni e dagli strilli di agenzia non è facile capire quanto il “dopo” sia poi così diverso dal “prima”…

Farsi un’idea, darsi da fare per diffondere sensibilità e modalità di approccio solidali, partecipare al dibattito, sono comunque elementi necessari e possibili, visto che anche il semplice disinteresse è già un modo di agire… Nel suo ultimo messaggio per la giornata del migrante papa Francesco propone con forza nuovi atteggiamenti e nuovi verbi da mettere in pratica; il primo è proprio quello del “conoscere per comprendere“. E penso che non sia nemmeno il più facile, bombardati come siamo da troppe informazioni e pochi strumenti efficaci per selezionarle e non naufragare.

Diventa quindi utile seguire alcune pagine, alcuni post, alcune risorse di un certo spessore che sicuramente sono più vicine a questo dibattito, eccone solo qualcuna (intanto comincio, poi aggiungo le altre) che sto raccogliendo in questi giorni.

la pagina dell’Assoc. per gli studi giuridici sull’Immigrazinoe

Quella dell’Asgi (http://www.asgi.it/) mi viene spesso ripetuta e consigliata dal nostro caro avvocato, Domenico, e uno sguardo ogni tanto riesco a darcelo. E ogni tanto capita anche di sottolineare, di sfuggita, altri interventi, ad esempio quello molto accorato di Niccolò Govoni, presenza ormai significativa nel panorama legato ai migranti. Mi sembra utile riportare quanto esprime in uno dei suoi ultimi post su Instagram commentava amaramente quello che sta succedendo a livello Europeo, nonostante le news cerchino di sbandierarlo come “passo avanti”.

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L’Europa ha tradito i più vulnerabili, di nuovo. Hanno presentato il nuovo Patto sulle Migrazioni, ed è l’ennesima menzogna. Dobbiamo reagire! Troppi giri di parole e poca chiarezza sul nuovo Patto. Io ve lo spiego in tre punti: – Nuovi accordi con i Paesi di origine o di transito, ovvero altri soldi per Libia e Turchia. – Più controlli alle frontiere, ovvero fare di tutto per impedire gli accessi ai profughi. – Un sistema di “ritorni sponsorizzati” dai Paesi che rifiutano di accogliere, ovvero deportazioni forzate. Un incendio distrugge la vita di 13 mila persone, e questo è il meglio che riescono a PROPORRE? Nulla su un’equa distribuzione dei profughi tra gli Stati. Nulla su la chiusura definitiva degli hotspot. Nulla sulla revisione di un processo di asilo criminale. Non che ci aspettassimo un concreto cambiamento, ma questo è un vero e proprio insulto. Uno schiaffo in faccia ai cittadini d’Europa. Il fallimento delle attuali politiche per l’asilo è da attribuire allo scellerato Regolamento del Dublino, che blocca il profugo nel Paese di arrivo obbligando lo Stato a farsene carico per tutta la durata della richiesta d’asilo—fino a 5 anni. La parte più folle? Il Regolamento di Dublino è in vigore dal 1997. Sono più di vent’anni che l’Europa manca di rettificare un errore politico che ha creato decine di migliaia di morti innocenti e innumerevoli vite distrutte, nonché la penalizzazioni di alcuni Paesi per il beneficio di altri. E non è un caso. Non è un caso che, ogni volta che si è tentato di modificare Dublino proponendo un meccanismo di EQUA RIPARTIZIONE dei richiedenti asilo tra TUTTI e 27 gli Stati Membri, la proposta sia sempre naufragata contro l’opposizione del Consiglio dell’UE. E da chi è composto il Consiglio dell’UE? Naturalmente, dai leader europei. [Continua nei commenti…]

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Armi e bagagli, anzi, bagaglio solo…

Armi e bagagli, anzi, bagaglio solo…

Lo stavo trascinando da diverse settimane, ma questa volta perché mi sembrava doveroso dedicargli il tempo giusto per approfondire, capire e utilizzare le risorse indicate. Il libro si intitola “Il Bagaglio” e l’autore, Luca Attanasio, è particolarmente impegnato nel “settore”, collabora con diverse testate e sfogliando anche solo distrattamente le sue pagine social si vede che si muove all’interno di ben precise coordinate solidali. Una rapida scheda con la presentazione del testo mi aveva stuzzicato e calcolando che adesso questo ambito è diventato il mio orizzonte di riferimento, mi sembra anche doveroso capirlo meglio.

Il testo si apre con una presentazione di Roberto Saviano, graffiante e incisiva e come sovente riesce a sintetizzare in poche righe il tema centrale, il dramma dei minori stranieri non accompagnati (MSNA, ormai questa sigla ricorre frequentemente tra le mie letture).

Nel testo si parla soprattutto del viaggio che molti di questi giovanissimi uomini (soprattutto uomini) compiono per giungere fino alle nostre terre, spiagge, case, strade. Il bagaglio che spesso manca, sovente viene perso lungo il percorso, coincide infine con la sola persona, è un elemento che segna per sempre queste vite. Esiste un prima e un dopo. Una vita critica e difficile prima e una situazione spesso altrettanto incerta dopo.

Nel testo si presentano i vari problemi legati alla politica italiana degli ultimi anni, dalla fase di emergenza con Gentiloni, al cambio radicale imposto da Salvini, agli strumenti legislativi che comunque restano importanti, come la legge Zampa. Viene presentato il sistema di accoglienza con le sue idiosincrasie, le problematiche legate all’età dei giovani migranti, le soluzioni possibili, il rischio frequente per questi giovani di finire nei meccanismi della criminalità. Sono presentati anche alcuni modelli di buon funzionamento che hanno portato ad una corretta integrazione. Nel libro sono presenti molte voci, soprattutto quelle dirette dei ragazzi che hanno fatto il viaggio, spesso nel loro italiano conquistato a fatica ma così lucido. Alla fine del saggio è presente anche un insolito viaggio all’indietro, compiuto da un giovane migrante africano che ha intrapreso la strada per ritornare nel suo paese e impiantarvi un’attività nuova (un laboratorio fotografico).

Molte le indicazioni operative nel testo, i riferimenti legislativi attuali, i rimandi a pagine web e risorse online che analizzano il fenomeno in modo obiettivo, scientifico e approfondito, le interviste a personalità politiche e operatori del settore. Un testo che arricchisce e fornisce una panoramica abbastanza esauriente del fenomeno “migranti”.

E pensare che ad un certo punto mi ero incuriosito per uno dei nomi dei testimoni citati nel libro. “Ma io questo Daniele forse lo conosco“, mi sono detto, chiedo alla mia comunità… ma certo, è proprio il Daniele che viene al Ciao insieme all’avvocato Domenico, tutti i mercoledì e venerdì sera! Per me, arrivato da poco, è ancora solo una presenza tra le molte, ma mi raccontano subito che era il responsabile di Casa Freedom, il centro da cui provengono gran parte dei nostri ragazzi più grandi. Insomma, uno che di esperienza nel campo ne ha raccolta davvero tanta… Quando, il giorno dopo, gli ho fatto leggere le sue parole di qualche anno fa, tra l’altro ancora attualissime, quasi non si ricordava: “In quei giorni mi intervistavano in tanti, dalla BBC alla Rai… eravamo nell’occhio del ciclone”. Bello sentirsi al posto giusto con le persone giuste!

Eccolo qui il nostro Daniele Carrozza, intervistato a metà libro

Viene quasi la voglia di contattare direttamente l’autore, per tenerlo “al caldo”, chissà, magari un invito per presentare il libro come approfondimento da offrire presso il Ciao? Chissà …

Girovagare tra assoluta bellezza

Girovagare tra assoluta bellezza

Questa domenica ero a Roma, tra l’altro era l’ultima domenica del mese; forse non tutti sanno che in questa domenica si possono visitare liberamente i Musei Vaticani, senza nemmeno bisogno del biglietto. Sarà che la mia prima (ed unica visita) risaliva all’aprile del 1984 (a conti fatti siamo a 35 anni di distanza, bel colpo!), mi andava l’idea di vedere come stavano le cose. Ovviamente lo scopo era molto più semplice, dedicare del tempo a curiosare senza meta particolare in questo scrigno dell’esistenza umana. Inebriarsi un po’ di splendore. Avevo il tempo, la possibilità e la voglia. Quindi partiamo.

Il primo intoppo era chiaramente romano; è domenica, ma la MetroB oggi non funziona, mi dicono per motivi di lavori in corso, sarà… e mi tocca girovagare per cercare il 714, mi avevano giusto detto che si fermava vicino al S.Eugenio, in pratica ad un passo dalla casa generalizia. Ma la legge di Murphy era in agguato: la domenica il 714 fa un altro percorso e così, alla fine, mi sono ritrovato vicino alla nuvola di Sottsass per prendere finalmente il mezzo. Tappa a Termini, altro scalo e poco prima delle 8 ero nei pressi del Vaticano.

Adesso si tratta di mettersi in fila, non penserai di essere l’unico ad aver avuto questa pensata! I Musei aprono alle 9 e almeno una bella oretta di fila ci vuole. E in effetti è così, ma alle 9:25 ero già nei pressi dell’ingresso. Si può fare, evitando le occhiatacce di qualche cinese insofferente che ti rimprovera se italianamente avanzi di qualche postazione lungo la coda…

Mi ero scaricato la mia bella mappa e una sorta di veloce descrizione dell’itinerario tipico; ma veramente potevo permettermi di non andare a caccia di nessun capolavoro o sezione particolare, giusto lasciarmi affascinare un po’ dal tanto, troppo, che si incontra in ogni sala. Veramente da perderci le giornate. E poi, dopo aver visto a metà agosto il musical sul Giudizio Universale, un’occhiata al capolavoro finito ci stava proprio bene.

In pratica basterebbe il gruppo plastico del Laoocoonte per rispolverare mezza vagonata di cultura dell’occidente, da Omero ad Ulisse, dalla storia all’anatomia, dal concetto di paternità a quello della vendetta implacabile, e ancora la scultura, il disegno, il mito… E poi ti sposti di pochi metri e ricominci, con il torso del Belvedere; cambi di sezione e ti basterebbe la Dama del Vaticano per intraprendere un altro percorso. O guardare i ritratti dei giovani amici di Raffaello per capire senza troppe aggiunte cosa significa rendere vivo un ritratto… e capire cosa differenzia un artista da un imbianchino.

Insomma, tra un salone e un corridoio, una foto alle antiche cartine geografiche dei nostri luoghi (logicamente ho fotografato la Valle Argentina così come era conosciuta nel 1600, peccato, Carpasio non risulta! in compenso Ortigia si vede benissimo 😉 e una doverosa sosta nella Cappella Sistina, stracolma di turisti, di chiacchiere, di foto abusive (anche le mie, lo ammetto) il tempo si faceva rapidamente breve.

Un percorso altrettanto interessante è quello tra le numerose opere di arte contemporanea. Ad essere curiosi si ritrova un po’ tutta l’iconografia che spesso occhieggia dai tanti testi di religione delle nostre scuole. Interessante notare come tanti mostri sacri della pittura abbiano tratteggiato, a modo loro, questo insopprimibile istinto religioso. Gauguin, Matisse, Dix, Cezanne, Van Gogh, Fazzini, Mondrian… e l’elenco si fa lungo. Ognuno esprime con sensibilità diversa un diverso modo di cogliere e sentire il sacro, dai toni più sommessi a quelli quasi lancinanti e duri da cogliere. Bel percorso, davvero.

Otto Dix

Ultimo appuntamento: in piazza S.Pietro. Domenica 29 è anche la giornata dei Migranti e mi sentivo quasi in dovere di non mancare a questo appuntamento, che nei prossimi giorni lieviterà ancora. Sapevo che nella piazza sarebbe stata inaugurata una presenza particolare. Così sono andato a vederla: un barcone affollato di migranti di tutti i tempi e tutti i ceti, moderni e antichi, perseguitati e sfortunati, tutti in piedi, pronti a continuare il percorso. E intanto ricevevo i msg di Luke appena giunto all’aeroporto di Sidney e in attesa del volo per le Fiji, di Esteban già arrivato in Spagna, di Almera in procinto di salire sull’aereo per le Filippine. Siamo tutti viaggiatori di questa piccola terra. Tutti in attesa di un approdo.

E, ovviamente, ecco qualche foto di questo lungo percorso artistico

due libri di speranza

due libri di speranza

Ho terminato da poco la lettura di due testi particolarmente interessanti e “utili” per questi nostri tempi; mi piace raccogliere alcune riflessioni, per non dimenticarli troppo presto 🙂

Questo rapido libretto, una sorta di lunga lettera, è uscito a fine febbraio. Don Ciotti si rivolge direttamente a chi mette in atto pensieri, decisioni e comportamenti che purtroppo oggi ricevono l’avallo delle istituzioni e del Governo: chiusura dei porti, diffidenza nei confronti dei migranti, attribuzione di tutte le colpe delle attuali crisi al popolo del mare che starebbe mettendo in atto una nuova “invasione” dell’Italia e dell’Europa intera. Con pazienza, mitezza e dati alla mano, l’autore riprende alcune delle tematiche dibattute per metterne in evidenza la reale portata e dimensione. Vengono in pratica analizzati i vari slogan che sentiamo quotidianamente in tv e sui giornali (almeno, su alcuni giornali). Ecco rapidamente l’indice del testo, con i vari temi affrontati:
Ingiustizie, razzismo, invasioni, “prima gli italiani”, diversi, memoria, muri, “Aiutiamoli a casa loro”, un uomo solo al comando, Speranza.
In ciascun capitoletto vengono enunciati i problemi, snocciolati i dati reali che permettono di valutare personalmente la vastità del fenomeno, senza l’enfasi mediatica del talk-show e ricordata (quasi suggerita), la scelta che un cristiano dovrebbe considerare la via maestra, quella del vangelo.
Nel finale don Ciotti ricorda l’impegno che ogni persona di buona volontà dovrebbe mettere in atto per rendere vera la Costituzione. Interessante la notizia che in sede di Costituente il senatore Dossetti aveva proposto di inserire persino la “disobbedienza civile” come forma alta di politica. E proprio a questo si richiama l’autore, considerando la deriva attuale e il clima di indifferenza che troppi stanno coltivando. Bella anche la chiusura, con la frase di don Tonino Bello che ci ricorda che “delle parole dette devo rispondere alla società e alle persone, ma del silenzio… devo rispondere a Dio“. Meglio dirle, allora, queste parole forti su un problema che non possiamo considerare passeggero o poco significativo.

Il secondo libro richiama e approfondisce in modo molto circostanziato il tema del “aiutiamoli a casa loro“; l’autore è padre Alex Zanotelli, che da tempo vive a Napoli, nel quartiere della Sanità. Conosce molto bene l’Africa, da dentro, per aver vissuto nelle baraccopoli di Nairobi per lunghi anni, senza però dimenticare l’impegno di testimonianza e informazione nei confronti della società (perché anche questo è necessario, soprattutto oggi). Anche sulla cover ritorna il termine “razzismo”, forse un indicatore che sul valore delle parole e sul loro peso dobbiamo tutti riflettere con particolare attenzione.
Nel testo vengono analizzati numerosi fatti ed eventi per comprendere meglio il fenomeno migratorio attualmente in corso, con particolare riferimento alla situazione italiana. Spesso ci si limita a fare echo di alcuni slogan diffusi dai media, senza il dovuto approfondimento. Sarà per questo che le mezze bugie sbandierate in piazza finiscono col diventare le verità del sistema…
L’analisi si avvale di documentazione precisa e dati concreti. Non ha molto senso giudicare i fatti senza tenere in debita considerazione le cause. Ecco allora che p.Alex ci ricorda i motivi storici che sono alla base di gran parte dei fenomeni migratori. In particolare si sofferma sul colonialismo classico e moderno che l’Europa ha realizzato nei paesi del sud del mondo. Approfondisce la situazione africana, con numerosi richiami alle condizioni attuali e alle nuove forme di sfruttamento, dal land grabbing al drenaggio di risorse minerarie per consentire la nostra corsa hi-tech (mai sentito parlare del coltan?). Ci ricorda inoltre che da bravi italiani non siamo stati poi così “brava gente” nel nostro passato coloniale… Ho utilizzato questo testo e le sue notizie durante le ore di geografia, per ricordare ai ragazzi di 3a media anche queste cose, sicuramente necessarie per conoscere le cause del nostro mondo di oggi. Testo agile, rapido e molto concreto.