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Autore: Giorgio Banaudi

Povero febbraio, come corre veloce!

Povero febbraio, come corre veloce!

Tra una cosa e l’altra, una iniziativa e la successiva, una “mesa redonda” per incontrare le altre realtà operative di Melilla e prevedere le prossime cose, il mese di febbraio è letteralmente volato via.

E’ passato il Carnevale (provate a cliccare sulla foto per vederla bella grande) e sta finendo (speriamo) anche il freddo invernale. Soprattutto il vento, che a detta del veterano della nostra comunità, il buon Eulalio, non aveva mai soffiato così forte e così a lungo da queste parti. “Che vuoi farci”, gli rispondo, “sarà il cambio climatico”, ma certe volte il vento riesce persino a creare qualche problema andando in bici!

Sono venuti a trovarci da Granada Javi, Ana e le due piccole pesti, Myriam e Samu. Hanno approfittato della festa dell’Andalucia, un fine settimana di relax, e sono venuti da questi parti.

Sapevo che non mi sarei annoiato più di tanto in questo angolo d’Africa e ogni giorno che passa me ne rendo sempre più conto.

Ma quello che ci sta occupando più temppo ed energie adesso è la nuova organizzazione del nostro CentroFratelli, che comprende un po’ tutte le attività che intendiamo portare avanti a livello comunitario.

Da poco abbiamo “trasferito” alcuni dei nostri giovani alunni nel centro che la Caritas utilizza proprio a due passi dalla parrocchia centrale. Fino a qualche anno fa c’erano anche dei progetti in corso, ad esempio era stata realizzata una sala computer con una decina di postazioni. Ma finito il finanziamento del progetto, tutto era rimasto in stand-by. Fa un certo effetto riaccendere un PC e vedere la schermata di Windows 7 che ti saluta bella colorata!!! E uno si chiede se nell’epoca di Windows 11 non ci saranno problemi di funzionamento o di compatibilità 😉 Però le macchine funzionano, adesso vedremo come rimettere un po’ in sesto e realizzare qualcosa di utile con questi ragazzi, che sono neo-maggiorenni marocchini (ex-tutelati, cioé prima vivevano in un centro di accoglienza per minori) che però fanno ancora fatica a disegnarsi un futuro, visto che molti non conoscono sufficientemente bene lo spagnolo (qualcuno quasi per niente!) e hanno un livello di istruzione veramente minimo. Nel fine settimana abbiamo messo a posto gli spazi che la Caritas ci ha messo a disposizione, tolto la polvere, i divisori in plexiglas dell’era Covid (!), eliminato scatoloni e vecchi materiali, insomma, un po’ di pulizie di primavera. E alla fine ci siamo presi il lusso di un brindisi di buon inizio, coinvolgendo anche fr. Josè Luis Elias che dal Libano sappiamo che ci segue con passione, visto che è stato uno dei pionieri di queste attività.

E una bella fetta di tempo l’ho dedicata anche a una nuova presenza sul web per raccontare quello che la nostra Comunità Fratelli sta portando avanti: si tratta del CentroFratelli.

Valle a capire le regole dello shangai

Valle a capire le regole dello shangai

Di solito i libri si leggono, ma non mancano le alternative, solo che le abitudini pesano e ci si abitua facilmente. Si possono anche ascoltare, i libri, o farli leggere da un pc, visto che ormai sono quasi tutti digitalizzati. Nel mio “vecchio” I Care bbs (roba del secolo scorso) avevo iniziato a raccogliere libri in formato testo (il semplicissimo *.txt) proprio per questo, sapendo che ipovedenti e ciechi potevano in questo modo bypassare la difficoltà di recuperare testi in braille. Esisteva già, da tempo, una biblioteca di questi testi curata dall’UIC (ed esiste ancora oggi), ma di ascoltarne uno per intero non mi era mai venuta la voglia. Al massimo mi sono segnato il primo testo letto interamente al PC, nel lontano 1985, credo, si trattava di … Pippi Calzelunghe e nel leggerlo mi tornava in mente ancora la musica della colonna sonora del primo filmato trasmesso dalla Rai di pochi anni prima…

Come dire, anche tutta la nostra infanzia ormai si può ripercorrere facilmente a colpi di mouse.

Ma a metà dicembre, nonostante la saga delle vaccinazioni (in offerta speciale avevo fatto quella del Covid e anche dell’influenza) mi sono dovuto arrendere ad un forte raffreddore. Quindi un po’ di tempo a letto, senza nessuna voglia di sfogliare un libro nemmeno sul tablet. Così ho provato: “Alexa, leggimi un libro”, pensando di rinunciare dopo pochi minuti, e invece…. sono riuscito ad arrivare fino alla fine.

Certo, cambia molto il rapporto col testo, se ti sfugge qualcosa devi inesorabilmente procedere e tentare qualche inferenza, se smetti non sai mai di preciso se il testo ricomincia dal punto esatto dell’ultima narrazione, non riesci ad avere un’idea di quanto manca veramente (anche se ad ogni ripresa dopo una pausa significativa la voce ti conferma che “mancano 2 ore per terminare il libro”) e neppure di quanto è già stato letto (non vedi o non senti nessuna percentuale di avanzamento); insomma, le differenze sono notevoli.

Però la storia rimane, il testo procede.

Per una sorta di consuetudine maniacale avevo preso l’ultimo romanzo di Erri de Luca, Le regole dello Shangai, e non immaginavo davvero di cosa potesse trattare il testo, abituato al vasto divagare dell’autore, dalle traduzioni dall’ebraico alla cultura napoletana, dai ricordi di formazione all’impegno solidale. La storia invece era davvero curiosa.

Il protagonista maschile del racconto è un personaggio che scopriamo vivere in alcuni momenti in una tenda, in una imprecisata zona di montagna vicina però al confine (forse croato, sloveno o austriaco), ricorda sicuramente il De Luca appassionato di montagna e scalate, vita rude a contatto con la natura; si vede improvvisamente sconvolgere l’esistenza dall’ingresso di una giovane ragazza di etnia gitana, in fuga da un matrimonio non desiderato, che vaga per la montagna, in cerca di sicurezza e di un futuro migliore, un possibile migrante come tanti di quelli che seguono la rotta balcanica. Il nostro accoglie la ragazza e la protegge da altri oscuri personaggi che vagano per la montagna (trafficanti? militari?).

Inizia una strana amicizia, o almeno un sodalizio tra i due che si prolunga, si trasforma in fuga, in ricerca di una sistemazione definitiva per questa ragazza, che troverà finalmente una dimensione e una sicurezza adeguata. Ma la storia continua e si complica: il nostro protagonista non è semplicemente un montanaro appassionato, è parte attiva di una rete di reclutatori di … spie (un Erri De Luca che sfocia nel giallo non lo avevo ancora letto), con le sue regole ferree e le sue complesse dinamiche. Ma in questo caso tenta un’eccezione, sistemare questa ragazza senza strumentalizzarla o sfruttarla come possibile informatrice. Questo è almeno quello che crede o spera.

Perché invece la realtà sarà ben diversa, la ragazza stessa scopre le trame di questo gioco sofisticato ed entra, quasi come per una sorta di restituzione dell’aiuto ricevuto, a far parte di questo ingranaggio occulto. Nel testo prende corpo la comunicazione tra questa ragazza, ormai diventata donna e adulta e il suo vecchio salvatore, che continua a passare, periodicamente, settimane in tenda, nascosto sulle montagne. Le lettere che le due persone riescono così a scambiarsi chiarisce questa complessa trama di vicende. Nel finale stesso la montagna, dura e spesso ostile, come la natura del bosco, non sempre ospitale, si riprendono la scena.

Questo è almeno quello che sono riuscito a recuperare, a mente, della trama del testo. Affiorano tra le righe i temi cari all’Autore: l’impegno solidale, la sensibilità per le classi umane più vilipese e sottomesse, gli avvenimenti storici segnati dalla parabola socialista, il recupero di parole precise e nitide…

Insolito e davvero interessante…

Riepilogo degli spostamenti

Riepilogo degli spostamenti

Devolution, slow-process, calma zen… ma poi in concreto siamo sempre in frenetico movimento.
Nei primi giorni di gennaio mi è arrivato un msg da Google con il Riepilogo degli spostamenti effettuati nel 2023. La mappa è abbastanza precisa e riassume senza tanti problemi le varie tappe dello scorso anno.

Ho dovuto aggiungere “a mano” alcune località: Genova, Sanremo, Entracque, Carmagnola… E poco importa se i calcoli sono comunque approssimativi per difetto, per tanti motivi (quasi un mese senza cellullare e quindi senza registrazione degli spostamenti, disattivazioni varie, cambio di app, problemi tecnici… ma fa sempre un certo effetto vedere che, grosso modo, questo è il totale:

Nel 2023 hai viaggiato per una distanza totale di 5.524 km (pari al 14% del giro del mondo)

Anche per quanto riguarda le località mi sembrano un po’ tanto sparpagliate e un po’ sbrigative come sintesi; si mette poco in evidenza che in almeno 2 di queste ho vissuto per tanti mesi (8 a Siracusa e ormai più di 4 a Melilla. Ma d’altra parte si tratta del registro degli “spostamenti”.

A mettere insieme questi dati insieme agli eventi che uno sistema e si segna nel calendario, si farà presto a redigere una biografia essenziale con i dati principali di una persona. Un diario un po’ asettico viene così redatto in quattro e quattr’otto, un modo rapido per togliere lavoro ai vari Eginardo (Carlo Magno), Paolo Diacono, ma anche Walter Isaacson (da Steve Jobs a Leonardo da Vinci…) che hanno fatto della scrittura di biografie un valido mestiere.

Un dato che sarebbe interessante valutare e che richiederebbe un po’ di calcoli, è quello del “consumo” più o meno sostenibile. Oggi ci spostiamo senza tanti patemi d’animo e la principale motivazione del viaggio, spesso, è il suo costo talvolta davvero esiguo, e così sorvoliamo rapidamente sulle conseguenze della nostra impronta più o meno ecologica per quanto riguarda i consumi…

Gran parte dei viaggi compiuti lo scorso anno sono stati fatti in aereo, mi consola solo il fatto che il ricordo di questi viaggi era di un velivolo sempre quasi completamente pieno.

Homo viator, ci ricordava Gabriel Marcel, mettendo in evidenza il nostro essere perennemente in movimento, alla ricerca di un fine, non di un parcheggio…

Viaggio a Granada

Viaggio a Granada

La tentazione di realizzare un diario pignolo e precisino sui giorni trascorsi a Granada e dintorni in queste vacanze di Natale 23-24 si è rapidamente sciolta con il passare dei giorni; difficile tener testa a tutti gli angoli visitati, le chiese esplorate, i quartieri in cui sono riuscito a vagabondare…

Sarà che fin dal primo giorno le cose sono state tante (siamo passati dal parco del Torcal fino alla suggestiva Alhambra di notte); allora meglio spiluccare e procedere per piccoli assaggi.

Tanto per restare sul tema dell’Alhambra, questo cuore esterno della città, che rimane sempre a cornice e confine di ogni giro, alla fine mi sono ritrovato che, tra immagini, dettagli e panorami, ce n’era abbastanza da riempire un intero album. E allora procediamo:

Ecco l’album con le foto dell’Alhambra, dal giro notturno ai vari panorami

E siccome immagino che dipanare i ricordi e stenderne qualcuno su queste pagine mi costerà un po’ di fatica, comincio col depositare almeno le immagini che hanno segnato questi giorni di visita a Granada, sicuramente potrebbero essere sufficienti per rendere l’idea, …

Ecco una carrellata di (tante) immagini di questi giorni a Granada

E forse anche Cordoba merita una rapida menzione, visto che approfittando di questi giorni tranquilli abbiamo fatto una puntata anche a Cordoba; c’ero già stato tanti anni fa ma ero persino riuscito a non visitare nulla (complice un po’ di influenza…); questa volta mi sono abbondantemente rifatto, grazie alla cordiale presenza e disponibilità di Carlos Hidalgo (gli ho inflitto una giornata con oltre 15 km di camminata!), che proprio 20 anni fa era stato il mio primo anfitrione in Spagna…

Album all’interno della Mezquita-Cattedrale di Cordoba

Diario di Natale… il Torcal

Diario di Natale… il Torcal

Vacanze di Natale 2023, queste me le ricorderò, sicuramente in modo speciale e proprio per non dimenticarle troppo presto, magari qualche riga e qualche foto ci possono anche stare.

Partiamo da Melilla il 22 sera, notte fonda, con il traghetto, una barca gigante che ingoia macchine e camion e gente. Si dorme un po’ alla buona sulle poltrone, mentre in molti preferiscono sdraiarsi sulla moquette (e tutto sommato l’idea non è poi così malvagia). Siamo io e Juan Antonio perché in vista dell’arrivo in serata a Granada, avevamo pensato di fare una piccola escursione, nel parco del Torcal. Siccome non conosco praticamente nulla di queste zone, vado sulla fiducia …. e faccio bene.

La fase più lunga è lo sbarco dal traghetto, quasi un’ora di lungaggini per mostrare i documenti (Melilla, a tutti gli effetti, è terra di frontiera e quindi la dogana è inevitabile). Poi ci dirigiamo verso il parco del Torcal di Antequera, una zona dalle incredibili rocce carsiche e nella prima mattinata, dopo una fermata per una colazione a base di churros (anzi, porras, quelli più grossi e casarecci), ci arriviamo verso le 10.

E’ una giornata splendida, tersa e senza vento, l’ideale per questi giorni di dicembre, che rimangono comunque belli freschi. La temperatura è bassina, siamo di poco sopra i 0 gradi, ma al sole è davvero gradevole fare come le lucertole. Iniziamo così il nostro giro tra le rocce, seguendo uno dei sentieri lunghi che si dipanano dal parcheggio del centro di visita.

Uno spettacolo davvero lunare, o forse marziano, dove ogni roccia potrebbe facilmente ricevere un nome per l’incredibile configurazione che rappresenta: case, palazzi, architetture aliene, statue surreali, imitazioni naturali… ci si trova di tutto, camminando con calma lungo il sentiero. All’inizio siamo stati persino scortati dalle capre di montagna (ma forse si tratta proprio dello stambecco iberico!), che non sono poi così diverse dai nostri camosci, solo più tranquille e domestiche, quasi a suggerire pose fotografiche da calendario.

Questa volta poi sono venuto attrezzato, ho ripreso da poco la macchina fotografica, una semplice Canon con zoom 40x, e invece dell’onnipresente cellulare utilizzo un obiettivo un po’ più flessibile. Piccolo dettaglio: non mi sono portato dietro il lettore di schede e per il momento mi devo accontentare delle foto che mi ha fatto Juan Antonio. Poco danno, così la memoria si esercita un po’ di più. Vuol dire che l’album fotografico potrà aspettare.

Ma dopo la scarpinata sui monti (siamo sopra i 1100) ci aspetta la parte archeologica, con i Dolmen di Antequera, 3 antichissime tracce della presenza umana, tombe megalitiche imponenti e suggestive, che troviamo a pochi km. di distanza. L’ultima è quella che ci riserva la sorpresa più luminosa…. alcune di queste costruzioni sono anteriori ai cerchi di Stonehenge e forse l’idea riduttiva di “tombe” per importanti personaggi è decisamente poco. Giunti nei pressi del tholos del Romeral ci siamo bloccati perché la visita era stata “requisita” da un piccolo gruppetto di appassionati, non avevamo fatto molto caso al calendario, ma essendo proprio il 23 dicembre, eravamo ancora a ridosso del solstizio d’inverno e questa giornata era davvero speciale, visto che proprio in questa occasione la luce del sole penetrava fino all’interno del monumento, in modo davvero suggestivo. In pratica senza nessuna luce era possibile, giunti all’interno del sacrario, usufruire dei raggi del sole. Pensare che oltre 3000 anni fa ci fossero persone disposte a realizzare una simile opera, con questa precisa inclinazione e orientamento (tra l’altro anomalo), non può certo lasciare indifferenti. Nella foto qui sotto, realizzata senza flash, siamo proprio al fondo della costruzione, mentre il lungo cortile d’ingresso, interamente realizzata in pietra a secco è lungo una quindicina di metri.

E dopo qualche giorno, ecco pronto anche l‘album con le foto della giornata passata al Torcal e tra i dolmen di Antequera