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Categoria: digital

Che fatica dare una mano, a volte

Che fatica dare una mano, a volte

Nei giorni scorsi, in pratica dai primi di gennaio, nella struttura del Ciao di Siracusa ci siamo resi disponibili per aiutare le persone a presentare la domanda per il Bonuspesa.

A dire il vero avevamo inoltrato la nostra disponibilità a chi di dovere già da metà dicembre, cioè quando era partita la campagna informativa del Comune, perché ci eravamo subito resi conto che non era proprio semplicissimo inoltrare una domanda esclusivamente via web, con l’aggiunta di alcuni allegati per il documento di riconoscimento. Insieme ad altri amici (in particolare gli Attivisti Siracusani dell’amico Salvatore Russo) ci siamo così messi a disposizione. Il primo passo? segnalarlo all’Amministrazione comunale, per essere inseriti nell’elenco delle associazioni di volontariato a disposizione dei cittadini. Ma a quanto pare gli aggiornamenti in corsa non sono particolarmente seguiti e… non abbiamo mai avuto risposta e nell’elenco (l’ultima versione sembra aggiornata il 12 gennaio) nessun riferimento. Pazienza, il tam tam delle persone ha fatto il resto…

Avevamo anche segnalato alcuni problemi tecnici della piattaforma (come ad esempio una banale dimenticanza nel link che rimandava al sito del Comune, che rendeva impossibile raggiungerlo, ma vediamo che ancora adesso il problema permane, vorrà dire che anche questa segnalazione sarà caduta nel vuoto. Pazienza anche per questo…

Alla fine delle attività, che si è conclusa inderogabilmente il giorno 11 gennaio avremo compilato più di 200 istanze. Quello che purtroppo non siamo riusciti e non riusciamo tuttora a fare, è fornire ulteriori informazioni alle persone. Perché sono tanti quelli che, essendovenuti da noi a compilare la richiesta, continuano, con garbo, a chiedere informazioni, ora uno ora l’altro, per sapere se la domanda è stata vagliata o accettata. E non possiamo fornire nessuna risposta… Ci sembra in qualche momento di confrontarci con i classici mulini a vento della burocrazia, o di avere strumenti spuntati per un servizio migliore… insomma, siamo un po’ arenati.

In effetti non siamo mai riusciti a contattare l’ufficio preposto, pur avendo tentato in varie occasioni a chiamare il numero telefonico indicato (spesso irraggiungibile) o inviando mail all’indirizzo presente (solidarietaalimentare@comune.siracusa.it), che non ci ha ancora risposto.

Capiamo sicuramente la mole di lavoro che hanno dovuto sostenere in questi giorni convulsi, visto che le domande sono state oltre 5000. Il problema è che molti dettagli operativi avrebbero aiutato le persone ad avere maggior fiducia nelle istituzione e a fare chiarezza su alcune domande. E ovviamente anche a rendere più snello il tutto, sollevando il Comune di alcuni impegni.

Molte di queste domande, infatti, sono tornate indietro perché alla richiesta di quale fosse il reddito conseguito nel mese di novembre; in tante situazioni, poiché tale reddito era nullo, non era stato inserito nessun valore, lasciando la riga vuota. Nel giro di pochi giorni sono arrivate tante segnalazioni di domande rifiutate per “mancanza del reddito”. Abbiamo così dovuto ripetere numerose istanze, compilando il form, riprendendo i documenti e riscrivendo tutti i dati e aggiungendo uno “zero” nella riga indicata.

Per ogni istanza andava compilato un form online (ben curato, preciso e con immediato controllo di validità dei dati) e poi allegata una domanda di autocertificazione; peccato che questo comportasse una duplicazione costante dei dati (praticamente quasi tutti venivano richiesti 2 volte, come se una non fosse sufficiente…); poi ci voleva la firma autografa e quindi era necessario uno scanner per riprendere il tutto. Insomma. per compilare una domanda spesso ci voleva più di un quarto d’ora, disponendo di computer, scanner e un po’ di scioltezza digitale.

Tante le persone che si scusavano quasi come fosse una colpa “Sa, io con il computer non ci so fare”.

Abbiamo visto passare per il nostro centro tante persone fragili, famiglie, persone anziane, disoccupati con dignità e grande semplicità, sinceramente non credo di aver visto nessun furbetto alla ricerca di un plus per sbarcare il lunario. Sono occasioni per avviare contatti, far sentire una vicinanza sociale importante. Occasioni da non sottovalutare, anche in visa di una maggior sinergia con le istituzioni. E’ in questi casi che cresce o si affloscia, il senso di appartenenza civico.

Speriamo che almeno qualcuna delle richieste di informazioni sull’iter delle domande riesca a sfuggire ai labirinti della burocrazia…

E allora auguri a tutti, caro 2021

E allora auguri a tutti, caro 2021

Ce li stiamo facendo tutti, in questi giorni: auguri perché questo 2021 sia ben diverso dal precedente. Dai messaggini ai botti, dai dolci ai saluti a distanza… mangiando 12 chicchi d’uva allo scoccare della mezzanotte o con mangiate di lenticchie e zamponi.


La consapevolezza che le vaccinazioni sono iniziate è già un bel cominciare, anche se le indicazioni e le previsioni non saranno certo rosee in tempi brevi. Spesso sentiamo che la situazione attuale, condita da restrizioni e mascherine, ci accompagnerà ancora a lungo… Ma intanto facciamo il possibile per migliorare le condizioni.

Come volontario della CRI ho ricevuto giorni fa la comunicazione che si poteva già fare domanda per ricevere questo vaccino. Ovviamente ho subito confermato, ben prima dell’invito di Mattarella a considerarlo come un obbligo etico. Basterebbe il buon senso, anche se intorno a me sento ancora tanti, troppi, che superficialmente si trincerano dietro a reticenze, timori e ignoranza che si potrebbero facilmente smontare. Ma è proprio vero che nell’era di internet crediamo quasi sempre e solo a quello che già crediamo… Verrebbe quasi da affidarsi al venditore di almanacchi di leopardiana memoria (ho sempre adorato quell’inusuale “passeggere” nel titolo….)

Passeggere
Credete che sarà felice quest’anno nuovo?

Venditore
Oh illustrissimo si, certo.

Passeggere
Come quest’anno passato?

Venditore
Più più assai.

Passeggere
Come quello di là?

Venditore
Più più, illustrissimo.

Un mio amico carissimo, un Giorgio anche lui (li scelgo apposta 😉 mi ha mandato ieri, come augurio per il nuovo anno, un breve articolo di Rodari, di tanti anni fa.
Ma proprio tanti! io avevo la veneranda età di 11 anni e stavo iniziando le medie e la mia avventura coi maristi. A dire il vero scoprirò Rodari alla fine delle magistrali, con la sua Grammatica della Fantasia, che stranamente abbinavo al don Milani della famosa lettera…

Poi a Genova, negli anni 90 con il buon Giorgio, forse uno dei più esperti conoscitori di Gianni Rodari del panorama italiano (non arrossisce nemmeno, perché difficilmente leggerà queste righe…) ho lavorato un po’ con lui per sistemare tutti questi suoi articoli pubblicati su Paese Sera, con il titolo di Benelux (si può essere europeisti anche manifestandolo nei dettagli). Io già masticavo un po’ di informatica e gli avevo suggerito di creare un database con tutti i titoli e gli argomenti, per approfondire alcune tematiche e semplificare la ricerca. Era un lavoro abbastanza vasto, in 20 anni di lavoro come giornalista Rodari aveva pubblicato qualcosa come 4500 pezzi! E insieme ci si divertiva, tra una sistematina e l’altra, a rileggere le sue riflessioni, per catalogarle, ma anche per gustarle e condividerle in altri ambiti.

lo riporto senza altri fronzoli… sono davvero auguri attualissimi!

Un arcobaleno – Benelux del 31 dicembre 1970

Avevamo cominciato a scrivere queste righe per farvi gli auguri di Capodanno, che il cielo, come fa spesso in questi giorni, era disperatamente tetro. A un tratto dal terrazzo del Ministero dell’Aeronautica, che occupa una parte della nostra finestra al giornale, abbiamo visto venir su l’arcobaleno. Tempo dieci secondi, il cielo s’è fatto d’un azzurro quasi estivo. Via il primo foglio, sotto un altro, ricominciamo da capo. Un arcobaleno è un segnale troppo prezioso per lasciare che si disperda con le nuvole che l’hanno portato. Acchiappiamolo per la coda, teniamolo stretto. Sarà uno scherzo ottico, ma prendiamolo per un buon augurio. Come ponte su cui far camminare le nostre speranze è un po’ fragile: prendiamolo allora come un invito a costruire ponti più robusti su cui possano marciare la giustizia e la pace.
Se auguriamo al mondo di uscire da questo periodo buio per imboccare una strada nuova, non ci aspettiamo la realizzazione del nostro augurio dall’arcobaleno.
Il 1971 sarà come noi lo faremo con le nostre mani, o come permetteremo ad altri di farlo, in nostra assenza, a nostro danno. Quando ogni uomo si sentirà responsabile di ciò che accade in ogni angolo della terra, non ci sarà bisogno di arcobaleni per cominciare a sperare.

di Gianni Rodari

Ho finito da poco La Mennulara

Ho finito da poco La Mennulara

Non sto leggendo spesso romanzi o libri con “narrazioni e racconti”, ma ogni tanto credo sia utile lasciarsi stupire dall’imprevisto. Non conoscevo nulla di Simonetta, forse mi intrigava questo cognome un po’ italiano e un po’ inglese, ma volutamente non mi sono occupato dell’autrice prima di leggere il libro. Avevo solo assaporato qua e là il gradimento da parte di persone molto diverse. Un buon punto di partenza.

Non credo nemmeno nell’utilità di una recensione quasi riassunto… preferisco quelle che cercano di stimolare la curiosità e l’approccio personale al testo.

Vivo in Sicilia da ormai un anno e mi piace l’idea di andare oltre le apparenze, gli stereotipi e il sentito dire. Mi sono messo a leggere questo libro e ne sono stato piacevolmente sorpreso. Sono abbastanza esigente e spesso mi ritrovo ad abbandonare testi che inizialmente mi sembravano interessanti (meno male che da anni uso solo le versioni digitali, con la carta non so se sarei in grado di superare un certo senso di colpa “l’hai comprato e adesso te lo leggi”), l’ultimo che ho lasciato perdere era un certo Stupidistan, troppo infarcito di luoghi comuni…

La Mennulara a grandi linee racconta una storia davvero insolita; una bracciante, poi governante, poi factotum di una famiglia di relativa ‘nobiltà’ o almeno di lunga tradizione siciliana. Una saga familiare come forse ne possono esistere tante in una terra dove le tradizioni sono spesso pietrificate nel tempo. La storia si svolge in quello che amo definire il secolo scorso, quindi quasi in contemporanea, per molti aspetti che vedo confermati qui in Sicilia.

Questa governante toglie il disturbo a inizio libro: muore dopo una rapida malattia, ma da quel momento comincia una presenza a dir poco ingombrante nella famiglia che ha servito per anni. Sembra aver pianificato tutto con puntiglio e precisione, dal testo del suo annuncio funebre alle pratiche di eredità da svolgere esattamente come da lei comunicato, attraverso messaggi e lettere che giungono puntualmente dopo aver osservato con scrupolo le indicazioni da lei fornite in precedenza. E guai a sgarrare….

La narrazione è curiosa e il ritmo incalzante, persino lo stile lievita con l’incedere delle pagine, smettendo alcune pesantezze e raggiungendo una maggior freschezza e attualità man mano che la storia volge al suo epilogo.

Certo, mi sembra molto poco realistico che la protagonista del romanzo, da semplice ragazzina del popolo riesca a raggiungere quasi in modo autodidatta competenze archeologico e velleità classiche da suscitare l’ammirazione di esperti e musei e nel contempo a nascondere queste capacità alle persone che continua ad accudire. Certe capacità lasciano tracce e segni inequivocabili in troppi ambiti della vita. Ma una storia è gradevole anche per queste pretese.

Sullo sfondo una Sicilia reale, che riscontro ancora oggi, nei campi delimitati da tanti muri in pietrame, nella rassegnata calma di tante persone, nella riluttanza a svecchiare certe mentalità e idee. Una bella immersione in quella sicilianità che conviene conoscere, non per tollerarla, ma per favorire qualche processo di svecchiamento.

Tra l’altro quest’ultima edizione è stata rivista recentemente dall’autrice e ampliata un po’; un libro non è mai concluso nel momento della prima consegna alle stampe, è gradevole che l’artista vi rimetta mano. Sarà che poi lei dorme poco (5 ore a notte le sembrano sufficienti) e se questi sono i risultati. ben vengano 🙂

(10 a 1 che anche questa ‘recensione’ su AMZN non me la passano 🙂

le cose fatte bene

le cose fatte bene

Senza tirarmela troppo, credo di avere un po’ di conoscenza del web, delle sue dinamiche e delle sue potenzialità, almeno per quanto riguarda questi ultimi 35 anni di frequentazione 😉 visto che ho iniziato a navigare quando il web non esisteva ancora e si usavano solo i gopher e altri ostici strumenti testuali… era il 1985. Il mio libriccino che condensa questi tempi da pionieri sarebbe arrivato nel 1994.

Sarà per questo che, quando visito un sito, dal semplice blog alla pagina “seria” di una istituzione, quasi in automatico la mia attenzione si sposta sulla facilità di navigazione e la cura nel rendere semplice e intuitiva la ricerca delle informazioni. La realizzazione di interfacce è un’arte, ma anche un insieme di regole ormai consolidate. Non si dovrebbe iniziare una caccia al tesoro per scovare quella informazione nascosta di cui sei alla ricerca, in pochi click dovrebbe essere reperibile. Ecco perché non dovrebbe esistere un sito senza la sua bella lente d’ingrandimento e la sua funzione di ricerca (e già che ci siamo, è interessante ricordare che su FB puoi “cercare” solo altre persone, ma non le notizie o altri contenuti?), poi è importante sapere CHI fornisce le informazioni (insomma, CHI ci sta dietro alle righe scritte) e a QUANDO risalgono. Il web è pieno di cimiteri digitali, pagine ormai alla deriva del tempo, ma che vengono ancora scandagliate e visualizzate dai bot, spesso alimentando o troncando inutili speranze.

In questi giorni cercavo notizie sulle pagine del mio Comune, Siracusa. So quanto è difficile organizzarlo e gestirlo, me lo diceva sempre l’amico Giancarlo Rilla, reduce dalle fatiche del primo sito web di Sanremo, realizzato con impegno artigianale alla fine degli anni 90! Ho collaborato in diversi casi a realizzare e fornire contenuti per le prime pagine di realtà interessanti (dall’Associazione Agidae, a Tuttoscuola… ). E quando ancora i giornali non pensavano nemmeno di poter occupare uno spazio web, si chattava sulle piattaforme “antiche”, Agorà, ad esempio (che era stata fondata dal Partito Radicale, qualche spin-off in anticipo sui tempi, decisamente), e si scambiavano idee con Zambardino (che ha iniziato e sostenuto l’avventura digitale di Repubblica.it, tanto per dire…).

Considero Siracusa una città veramente ricca di opportunità e potenzialità incredibili, ma constato diffusamente una scarsa valorizzazione di questi tesori, spesso per una miopia o disinteresse culturale, o anche solo per superficialità. Se la bellezza salverà il mondo (e Siracusa potrebbe dare dei punti a molte altre città), la superficialità lo rovinerà sicuramente (e anche qui… ma mi fermo prima!).

Quindi navigando sul sito di Siracusa, dopo aver cercato alcune informazioni, ho trovato almeno il classico angolo di “Valutazione del sito“. Mesi fa avevo già segnalato una cosa che per molti versi risultava fastidiosa: nelle news non era mai riportata la data di pubblicazione. In questo modo non si riesce a capire subito se la news è fresca o se puoi relegarla subito nella sezione “cose vecchie e ormai inutili”; per un sito è importante, non è un dettaglio. Avevo suggerito di inserire la data di pubblicazione. Dopo alcuni giorni ho ricevuto la gradita conferma che avevano effettivamente preso in considerazione questo suggerimento. Meno male, mi dicevo. Sono subito tornato sul sito e … ho visto che la data adesso sì compariva, ma… alla fine del claim, del titolo della news, vanificando un po’ la cosa (tra l’altro se uno vuole lavorare sulle news, analizzare sul serio i dati, effettuando ricerche e analisi con tools per i database, da organizzare in modo rapido, la cosa è frustrante: prova tu a selezionare ed esportare velocemente la data se è alla fine di una riga di lunghezza variabile (benedetti algoritmi di sort!)).

Così mi sono preso 5 minuti per analizzare alcuni altri aspetti e fornire qualche suggerimento, in chiave di critica costruttiva, ovviamente; non ha senso fare semplicemente le bucce senza indicare una proposta concreta… I 5 minuti sono diventati almeno 20 e l’elenco delle cose era diventato questo. Le riporto qui per monitorare semplicemente questa fase e dare atto che al sito del Comune ci sono persone impegnate in senso positivo.

12 dicembre 20: inserisco alcune osservazioni, so di essere abbastanza critico, ma … ho un po’ di esperienza di siti istituzionali e …ci tengo che la “mia” attuale città, Siracusa, sia valorizzata.

  1. le news stanno migliorando (è stata aggiunta la data) ma proprio la data andrebbe messa SEMPRE come PRIMO elemento (come succede in quasi tutti i siti, per discriminare IMMEDIATAMENTE la “freschezza” e validità della news, non alla fine… come succede solo in qs sito)
  2. Per mesi ho “sopportato” l’interfaccia “intelligente” che invece di aiutare nella navigazione, con le sue domande faceva perdere tempo inutilmente.
  3. Le info sulla gestione dei rifiuti sembrano date col contagocce e senza una chiara narrazione (perché è cambiato il calendario della raccolta? cosa succederà dopo il giorno 13 i calendari si fermano qui…), mi sembra poco funzionale che NON ci sia un calendario mensile rigoroso, visto che la TARI di SR non è certo lieve…
  4. Ho provato la ricerca della VIA, inserendo il termine “stadio” (ce ne sono 2 a Siracusa), il risultato è “Non ci sono record” 🙁
  5. Cercavo info sul progetto COMUNE DEI POPOLI, di cui il Comune è capofila… è presente solo il bando iniziale… nessun’altra news (eppure è operativo e sta funzionando), l’impressione è che al Comune non interessi questo progetto.
  6. Caravaggio e il quadro sul martirio di s.Lucia; la vicenda ha avuto riscontri nazionali e non è certo finita, ma ho provato a cercare con chiave di ricerca “Caravaggio Lucia” ma di tutta questa vicenda sembra che …non ci sia nessuna evidenza sul sito, solo info datate.
  7. Sarebbe utile e interessante, per una città viva culturalmente, una sezione di NEWS aggiornate… e accessibilei ma NEL MENU NON E’ PRESENTE una voce NEWS, vi si accede solo dalla Home ma… senza una chiara indicazione di navigazione…
  8. Cercavo i BILANCI, vado nella sezione e leggo che DAL 2015 I BILANCI SONO PUBBLICATI IN AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE, ma questa indicazione dovrebbe essere un LINK, e non vedo nei vari menu dove sia questa AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE…
  9. Sindaco, Giunta… possibile che l’unica persona ad aver inserito il proprio CV sia il Segretario? Non vale questa norma nazionale “Indicazioni relative ai contenuti dell’articolo 21 della legge n. 69 del 18 giugno 2009 che obbliga le amministrazioni a rendere pubblici i dati relativi alla dirigenza e ai tassi di assenza e di presenza del personale.”
    e ancora “Indicazioni relative alla pubblicazione di dati curriculari e retributivi della dirigenza e di dati sulle assenze del personale; Anagrafe delle prestazioni; CONSOC.”
    fonte: http://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/dipartimento/14-01-2010/circolare-n-110-relativa-alla-pubblicazione-e-comunicazione-di-dati

Una volta compilato il form e inserito il codice chaptca a conferma di non essere un robot (hai visto mai…) ricevo questo sibillino messaggio

Come dire: probabilmente NON è stato inviato nulla a questo indirizzo e-mail :-/
E poi, subito sotto, anche questa comunicazione, apparentemente contraddittoria:

Gentile Giorgio Banaudi,
il tuo messaggio è stato inviato con successo.
Ti ringraziamo per aver risposto al nostro questionario di gradimento!
Sportello Unico del Cittadino

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Ovviamente, per sicurezza, stavo pensando di rimandare il contributo direttamente anche a quell’indirizzo, che tra l’altro campeggia su ogni pagina del sito, ma dopo un paio di ore ho ricevuto via mail una conferma inequivocabile che il messaggio era pervenuto. Ok, staremo a vedere cosa succederà nei prossimi giorni. Metto online questo post la mattina del 16…

Una mattinata in “famiglia”

Una mattinata in “famiglia”

Sabato mattina, di questi tempi, tra lockdown più o meno soft, ritrovarsi in tanti, tutti insieme, potrebbe essere più un rischio che una opportunità. Ma ormai ci siamo abituati, il vocabolario cambia e “incontrarsi” significa, sempre più spesso, vedersi in videoconferenza…

Il buon Mimmo, compagno di tanti anni di attività in quel di Giugliano, senza nemmeno troppe difficoltà mi aveva ingaggiato per intervenire durante questo incontro. Gli servivano un paio di fratelli maristi per raccontare la propria esperienza “vocazionale”. Lui sa bene che non valgo un granché come piazzista. Mi fido abbastanza della Provvidenza e della vita da pensare che la soluzione finale per problemi che forse non lo sono… non è quasi mai nelle nostre mani.

Lo diceva bene Onorino, l’altro marista incaricato di raccontare un po’ la sua esperienza. Se i maristi sono “spuntati” dal cilindro della storia nel momento giusto, non è il caso di fermarsi e lamentarsi che le cose sono cambiate e che la storia possa chiedere altro. Siamo sicuri che se questa missione è ancora preziosa, qualcosa continuerà…
Vorrà pur dire qualcosa se, quando i maristi erano quasi 10mila con 3/400mila alunni sparsi per il mondo, adesso che i maristi sono poco più di 2000, grazie ai tanti laici che si sono rimboccate le maniche, le persone e gli alunni raggiunti da questo carisma sono più che raddoppiati…

Nella mattinata, dopo aver condiviso un po’ di queste esperienze (dimenticavo, anche il buon Domenico da Giugliano ci ha regalato stralci della sua esperienza come fratello), ci si è divisi in piccoli gruppetti, 5-6 persone per dialogare un po’ insieme. E tra le altre cose ho anche scoperto come modificare lo sfondo con Teams… 🙂 per l’occasione avevo scelto proprio questo, in fin dei conti non siamo a Siracusa solo per “vacanza”!

All’inizio non avevo idea di quante persone fossero collegate tutte insieme (non avevo nemmeno idea che ci fosse anche mio fratello Massimo e la comunità di Genova quasi al completo…). Poco importa, è stato poi molto piacevole dialogare e chiacchierare un po’ con gli amici ben conosciuti (io ero con Angelica, Sabatino, Rosa, Lello e il nuovo prof. di musica di Giugliano, l’unico che non conoscevo …ancora).

Insomma, invece di maledire il buio è sempre meglio accendere una candela.
Anche se si chiama webcam.