Incontri che solo a Melilla…

Incontri che solo a Melilla…

In questa settimana ho partecipato a 2 incontri che si posizionano su livelli molto simili, seppur distanti. Dopo essere tornato dall’incontro dei responsabili della pastorale marista delle 3 future provincie che confluiranno in quella di Rosey tra poco piú di un anno (ne parlavo qui) e aver ripreso i nostri impegni settimanali, spulciando tra le mail di questo periodo (siamo ancora nella fase di cambio tra il “vecchio” dominio maristimediterranea… e il nuovo maristi.it) me ne ritrovo una che era praticamente sfuggita. Mittente: la commissione islamica di Melilla.

La sigla della CIM l’avevo notata parecchie volte nella scorsa estate, perchè molti bambini che hanno partecipato alla colonia estiva della Caritas, che si svolge nella nostra scuola, erano stati qui indirizzati proprio da questa commissione. Peró non avevo mai incontrato direttamente questa realtá. nemmeno nelle tante tavole rotonde che si svolgono tra le diverse associazioni presenti in Melilla. Proponevano un incontro, la sera stessa! E avevo una lezione di mezzo. Ma per altre strane coincidenze, la lezione all’ultimo momento era saltata. Così prendo la macchina e mi reco all’incontro giusto in tempo, nella cornice non troppo esaltante del cimitero islamico (si trova in cima ad una salita con il 12% di pendenza, meglio lasciare la bici a casa!).

Nella sala predisposta per l’incontro trovo diverse presenze note, a cominciare proprio da Pilar, responsabile Caritas per Melilla, Laila di Fiet, le amiche di Solidary Wheel, Manolo del gruppo ecologista Guelaya, insomma, volti noti, insieme a tante altre persone. L’incontro aveva come scopo proprio quello di riallacciare un po’ i rapporti, perchê in effetti a Melilla le associazioni hanno giá momenti dedicati a questo (l’ultimo incontro era proprio di questo mercoledì mattina…) ma la presenza di realtá musulmane è sempre rimasta molto sfumata. Così la prima attivitá è stata proprio quella di presentarsi, conoscere le tante realtá presenti, raccontare quali emergenze e settori vengono coperti dalle numerose realtá. Poi lo scambio si è ampliato alle emergenze principali che vengono rilevate. Insomma, uno scambio interessante.
Era presente anche la voce “dialogo interreligioso”, mi sono permesso semplicemente di far notare che Melilla ha una lunga tradizione di tolleranza e rispetto reciproco, ma ciascuno va un po’ per la sua strada, piú che di dialogo si tratta quindi di percorsi paralleli; insomma, il dialogo manca proprio… e il moderatore annuiva anche lui, convinto di questa situazione.

Speriamo che le proposte che nasceranno possano aumentare la collaborazione, senza duplicare quanto giá esiste (non credo serva un “ombrello” culturalmente e religiosamente così evidente per unire le tante realtá che giá operano nel sociale in Melilla, è auspicabile invece che tutti possano convergere in quanto giá presente (in misura decisamente piú laica, ma questo credo sia un vantaggio…).
Mi sono poi persino ritrovato sulle pagine del Faro de Melilla, nel reportage preparato per questo evento.

Il secondo incontro si è svolto invece sabato, nella sede della scuola del Buon Consiglio, gestito dalle suore francescane; si trattava di un incontro dei cristiani cattolici di Melilla per iniziare a predisporre il nuovo piano pastorale. Dopo la nomina del nuovo vescovo di Malaga, lo scorso anno, quest’anno c’è stato un rimpasto quasi totale dei parroci locali; la cittá non è enorme, le parrocchie funzionanti sono solo 4 e sulla scia dell’assemblea diocesana di Malaga di giugno era il momento giusto per dare il via ad una nuova fase cittadina. A memoria di fedeli, nessuno si ricordava di un evento simile, con le parrocchie, le congregazioni, le confraternite e i movimenti cionvolti in questo “rimpasto”. Eravamo oltre 160 persone e a tutti la cosa migliore da vedere era proprio questo senso di lavoro in comune che gli stessi preti stavano cercando di portare avanti.

Il giorno prima in diversi (circa 20 persone) avevamo ricevuto un messaggio, per saggiare la disponibilitá per un piccolo servizio di animazione e conduzione dei gruppi di lavoro; tempismo quasi al fotofinish, ma accolto senza troppi problemi. Per questa assemblea era stata chiamata Angelines Morales (dell’Azione Cattolica di Malaga), per raccontare la proposta della diocesi in questa comune situazione di piano pastorale. L’avevo giá incontrata a Malaga quando ci avevano chiamato per presentare la nostra esperienza intercongregazionale; giovane, spigliata, inserita in molte dinamiche ecclesiali, attenta e capace di ascolto, ci ha mostrato gli sforzi che la chiesa locale è chiamata ad affrontare. Dopo la sua relazione, nel tempo del caffè, un caffè decisamente “lungo” e cordiale, sono iniziati gli scambi, il riconoscersi, il condividere che poi si è approfondito nei 16 gruppi di lavoro, impegnati nel rilevare i punti di debolezza e di forza della nostra realtá cristiana locale.

A conclusione dell’incontro, un momento di preghiera e di adorazione, nel grande complesso sportivo della scuola; le 4 ore dell’incontro, dalle 10 alle 14, sono letteralmente volate e l’impressione generale, davvero positiva, ha sottolineato la voglia di partecipare, l’entusiasmo, la partecipazione… premesse preziose per il nuovo piano pastorale.

Anche in questo caso il giornale locale, Il Faro di Melilla, ha presentato l’incontro, con un ampia rassegna fotografica.

C’era una volta il re

C’era una volta il re

Un settembre pieno di cose, che ha lasciato poco tempo per riflessioni e quant’altro.
La situazione qui a Melilla è ben diversa da quella di Ceuta. In molti ci chiedono “come vanno le cose”. A conti fatti la gente non si è accorta praticamente di nulla. Dalle statistiche e dalle notizie, non sempre di prima mano, sembra che siano entrati (soprattutto a nuoto, visto che l’unico passo di frontiera è strettamente presidiato) poche centinaia di persone, soprattutto giovani e minori.
Ce ne siamo accorti perchè iniziando le nostre attivitá nel CentroFratelli che la nostra Comunità gestisce, pensavamo semplicemente di replicare gli asset dello scorso anno: 2 ore di alfabetizzazione con persone adulte al mattino e 3 pomeriggi con i nostri ragazzi del progetto Horizonte Joven, finanziato da La Caixa.
Ma subito ci hanno chiamato dal centro della Purissima, dicendoci che i loro numeri erano ormai difficili da gestire per loro e ci chiedevano una mano: a maggio ospitavano un 50-60 ragazzi, adesso ne contano quasi 300! Così abbiamo offerto alcune ore di alfabetizzazione.
Poi sono venuti gli amici di Melilla Activa, che gestiscono una piccola casa-famiglia non lontano dal nostro Collegio (Carmen-La Salle), hanno 14 ragazzi e ci hanno chiesto di fare qualcosa per almeno 7 di loro, ben intenzionati a imparare lo spagnolo.
E infine sono arrivate anche le ragazze del centro Gota de Leche, di solito avevano numeri molto esigui, 2-3 al massimo. Adesso ospitano quasi 20 ragazze e anche loro ci hanno chiesto un aiuto.

Così adesso abbiamo la nostra solita base, 2 ore al giorno e poi 4 ore alla settimana per le ragazze, divise in due gruppi e nel pomeriggio, dalle 17 alle 18 offriamo altre 4 ore di corso. Meno male che Pedro è davvero un grande aiuto (nell’immagine rielaborata lo prendo un po’ in giro perchê con molto impegno si è ritagliato anche un po’ di tempo per imparare meglio l’inglese! 🙂
Insomma, il panorama di Melilla è un po’ cambiato; anche in giro per la cittá si notano piú del solito gruppetti di giovani che si riconoscono subito. Ma sono numeri facilmente gestibili. Anche se da gestire in modo attento, per evitare derive e conseguenze poco simpatiche.

Il nostro timore, lavorando con i ragazzi di questi centri, è sempre legato alla motivazione per apprendere la lingua, molti di loro non vedono l’ora di partire da Melilla per raggiungere la penisola, il resto della Spagna, ma non è certo un’impresa facile. Ci vogliono i documenti e le modalitá giuste… e quindi molto tempo. Nel frattempo cerchiamo di insegnare qualcosa, perchê i loro livelli sono davvero infimi. Qualcuno mastica un po’ di inglese (pochissimo il francese) e se non fosse che abbiamo con noi anche Sheila, la nostra educatrice tuttofare, ogni tanto ci ritroviamo un po’ spiazzati nel capire cosa ci stanno dicendo…

E mercoledè 14 arriva anche il Re di Spagna, qui a Melilla, dopo la giornata di visita a Ceuta. Sará un altro bagno di folla, di presenza significativa, di ribalta mediatica. Qualcuno si preoccupa perchè sui social del Marocco girano commenti piuttosto bellicosi, la stampa vicina ogni volta che cita le nostre 2 cittá aggiunge sempre l’aggettivo “cittá occupate”, come se la loro presenza qui sul territorio africano fosse un qualche retaggio dell’epoca coloniale, quando invece esistono da oltre 500 anni.

Staremo a vedere; da buon italiano parlare del “Re” mi sembra ormai qualcosa da associare al passato, personaggi da favola… le scuole faranno orario ridotto, per consentire a tutti di partecipare all’incontro che si terrá nella centrale Piazza di Spagna (che per lo meno è stata completata, dopo oltre un anno di lavori in corso, che qui a Melilla corrono sempre!). In giro stanno spuntando striscioni rosso-gialli, transenne, gli ultimi cantieri, anche perchè domani è ancora festa, il 12 ottobre, giornata della Hispanidad e festa del Pilar…

Staremo a vedere…

Un bagno di folla per Ceuta

Un bagno di folla per Ceuta

Appena rientrato a Melilla, tutto sembra normale, solo noto qualche gruppetto di ragazzi in giro, soprattutto verso la zona del Centro di Accoglienza per minori della Purisima (una struttura piuttosto decentrata, vicina alla recinzione esterna, la Valla… come tipicamente chiamiamo questo muro incredibile che ci separa dal Marocco e da tutto quanto.

Nella grande scuola Lasalliana iniziano i preparativi per il nuovo anno scolastico, primi incontri dei docenti, le dritte sul nuovo slogan della scuola (quest’anno è Construendo un mundo más fraterno), le classi da preparare… il nuovo direttore e i cambi nella nostra comunit´(è appena arrivato da Alicante fr. Pedro e il nuovo superiore, Javier, sta completando la prima settimana di permanenza).

Ma dopo gli eventi di questa estate e i tanti malumori generati dagli strascichi sulla gestione della “invasione” di Ceuta, la nostra cittá ha proposto una manifestazione per dimostrare la sua profonda vicinanza alla cittá “sorella”.

Mi sono recato anch’io, per una comprensibile curiositá, a vedere e partecipare a questa manifestazione. Un bagno di folla, tante le telecamere, il raduno alle 20 nella Piazza España (e dove se no?), centinaia di persone (il periodico El Faro pubblica la cifra di 8000), bandiere di Spagna e di Ceuta ovunque, donne in abito tipico (siamo anche nella settimana della feria cittadina), cori spontanei che si susseguono (alcuni poco gentili nei confronti di Pedro Sanchez, che qui non gode di grande ammirazione).

Leggi anche: articolo su El Faro de Melilla

Il Presidente di Melilla insieme a tanti rappresentanti delle diverse culture presenti (immancabile il nostro amico Ramesh della comunitá indù, tanti gli ebrei con la loro kippa in bella mostra, il referente dell’etnia gitana in prima fila, forse meno evidente la componente musulmana ma questa è una mia opinione).

Le immagini parlano da sole

Alcune immagini della manifestazione tenutasi in Melilla il 2 settembre

Ritornare a Siracusa

Ritornare a Siracusa

Quando mi hanno fatto la proposta di passare qualche giorno a Siracusa, nella mia “vecchia” comunità, nel bel mezzo del mese di agosto, ho accettato al volo, figuriamoci!

Così, sfidando l’Etna e le probabilità di Murphy di peripezie da aeroporto, sono tornato in terra siciliana nella mattinata del 18 agosto; incredibilmente con una decina di minuti di anticipo sull’ora di arrivo; poi il tempo ri rilassarsi (visto che ero in giro dalle 5 del mattino) sul bus che mi riportava nella calda Siracusa. E già immaginavo che il caldo avrebbe segnato questi giorni; ma era già tutto nel programma e ricordavo senza problemi il “tepore” del 4* piano di via Enna! Sarà quindi per il caldo che la mattina dopo, verso le 6, ero già ad ammirare il sole che sorgeva dietro il campanile di s.Lucia; per poi andare rapido alla sbarcadero e tuffarmi nelle limpide acque di Sicilia!

Ho passato così una settimana insieme a Ricky, incontrando vari amici, entrando di nuovo nella sede del Ciao, cercando di dare una mano per le normali attività di sistemazione (quest’anno il problema concreto era quello della chiusura della porta abituale e della riconfigurazione del nuovo ingresso, ma come al solito Ricky aveva già in mente una soluzione adatta). Persino l’acquario era in buonissime condizioni ed è bastata una rapida pulitura e un ricambio dell’acqua…

Mancava la macchina, ma rimaneva il pulmino: questa volta senza sedili e ricordavo ancora l’occasione in cui ero andato dagli amici di Mani Unite per portarlo nella nuova sede del Ciao, e dargli così una seconda opportunità di vita: in questi pochi giorni è davvero servito tanto! Ma il primo viaggio era verso il nostro garage-magazzino, dove ancora giaceva, così come l’avevo lasciata, la bici. Che strano che in 3 anni nessuno si sia lanciato nell’utilizzarla… sarà che serve quel pizzico di follia e di incoscienza per farne il cavallo di battaglia di tutti i giorni. Il difficile è stato trovare un gommista per gonfiare le gomme, ormai gementi e flaccide! Ma una volta risolto il problema, non so quanti km avrò fatto in questi giorni, ma sicuramente adesso è di nuovo in perfetto stato!

Ho ritrovato la casa, con le ottime modifiche necessarie per ospitare 5 persone (ai miei tempi 4 stanze erano sufficienti) e l’incredibile foresta di piante coltivate da Ricky, una selva! La sorpresa più interessante è stata la visita al nuovo appartamento che ospiterà i ragazzi migranti. Era il sogno che si cominciava a definire quando io sono partito; ora la casa è pronta da più di un anno e mezzo, sinceramente serpeggia un po’ di delusione per il fatto che la Prefettura ancora non ci ha inviato nessun ragazzo, mentre la casa, le stanze, la struttura, l’organigramma… tutto è pronto. Ho persino sistemato la rete wi-fi della casa, ribattezzandola Casa-Amal e sostituito quell’accozzaglia incredibile di caratteri della password con qualcosa di più umano… Tutto serve.

La bella notizia è poi arrivata due giorni dopo la mia partenza, il 27 agosto. Già sapevamo che il venerdì prima di ferragosto c’era stato uno sbarco di migranti ad Augusta (ricordo ancora le volte che avevo partecipato, come Croce Rossa, a questi intensi momenti di prima accoglienza) e che qualcosa bolliva in pentola, ma si temeva che, come già altre volte, non avrebbero destinato nessuno alla nostra nuova struttura, Casa Amal, per l’appunto. Invece Inigo ci ha mandato subito la bella notizia che finalmente 4 giovani provenienti dal Bangladesh sarebbero stati i nostri primi ospiti. Finalmente si comincia. Ecco qui a fianco il gruppetto in anteprima con alcune immagini dell’appartamento (e scoprire che dal terrazzo si ha una visuale incredibile sulle latomie del Casale… che spettacolo!)

Le attività al Ciao sono davvero cresciute e si va consolidando il suo essere davvero un punto di incontro prezioso. Quante differenze con la nostra realtà di Melilla, ma anche… quante idee!

Naturalmente le incursioni nell’isola di Ortigia, tra le vecchie viuzze, gli angoli nascosti…. erano all’ordine del giorno, caldo permettendo.

Di questi giorni rimangono poi i volti e le persone, Domenico e Caterina, Demblè al banco del mercato in piazza s.Lucia, padre Salvo nella sua parrocchia del s.Cuore, Natalia, come sempre impegnata nelle stanze del Ciao, Maurizio, sempre al suo posto nel bar di fronte…

Una uscita speciale poi l’ho dedicata alla Tonnara di S.Panagia, altro luogo speciale di Siracusa.

Peccato notare che adesso la struttura della vecchia tonnara, sempre più malandata, è nuovamente a disposizione dell’intraprendente pubblico; le porte murate sono state debitamente “riaperte” e ora si può persino entrare in quella che era la chiesetta del piccolo borgo. Ma il resto della tonnara versa davvero in condizioni pietose, pericolante e si conserva bene solo lo scheletro della parte principale. Ma la suggestione resta e contemplarla al tramonto, quando un gruppo di baldi giovani si esercita su una fune tesa tra i due bracci del piccolo golfo, per camminare sulla corda… è davvero unica.

Poi me le riguarderò con calma, ma vista l’occasione, ho preparato un nuovo album di immagini, per confrontarle con il primo, che avevo realizzato ormai 6 anni fa….

Pedalando lungo il Po

Pedalando lungo il Po

Non avevo mai associato la città di Carmagnola al grande fiume Po; di certo non sono uno che va a mescolare le acque con le ampolle di questo fiume paradigmatico, ma dopo aver scoperto che passava proprio ad una inforcata di bici dalla nostra casa marista e aver rispolverato la vecchia bici verde (ormai sono un paio di anni che la inforco ogni volta che passo da qui, ovviamente dopo qualche peripezia per gonfiare i suoi vecchi tubolari, che però ancora tengono) l’idea era presto presa.

E infatti il fiume è proprio vicino, a nord del paesone, con le sue belle anse e con le indicazioni di un parco, quello del Gerbasso; quanto basta per partire in esplorazione. C’era persino l’indicazione della “spiaggia di Carmagnola”, ma appena l’ho vista mi è passata la voglia di sperimentarla: nugoli di moscerini, afa, polvere, poca acqua, cartacce ovunque, viscidume sulle sponde…

Ma l’idea di visitare questo parco, saggiare un po’ le strade vicine, quella ha prevalso e, tutto sommato, ne valeva la pena.

La bici, dicevamo, quasi un pezzo di museo, credo sia la stessa che usavo a Genova prima del ’96, una bici da corsa (una Bianchi Gloriotti) nel suo celebre colore “celeste bianchi” inconfondibile (anche se per me continua ad essere un quasi verde). Ogni anno si ripresenta il problema del come gonfiare le ruote, per fortuna che oltre ai negozi di bici (aperti anche ad agosto, qui a Carmagnola), ci sono amici gommisti che si ingegnano per gonfiare questi reperti archeociclici. La cosa interessante è che i tubolari sembrano scricchiolare un po’, danno l’idea di volersi sbriciolare un poco alla volta ma alla fine tengono… e anche per quest’anno, con buona pace del brecciolino e delle buche delle strade piemontesi, hanno fatto il loro sporco lavoro. Letteralmente.

L’itinerario non è per niente difficile, avevo visto che nei pressi della “spiaggia” sul Po, nei pressi del ponte sulla provinciale SP20 spuntavano vari specchi d’acqua, resti di antiche anse e sedi di moderne cave per l’estrazione della sabbia e dei ciottoli, poi c’era l’indicazione del Parco, quindi immaginavo che ci sarebbe stato parecchio da vedere. E infatti…

Quello che non avevo immaginato era la strada per rintracciare questo parco del Gerbasso, di indicazioni non se ne vedono praticamente mai e l’unica alternativa era prendere una strada laterale, in mezzo ai campi di mais. E qui il mai è oceano, puoi girare delle mezz’ore sempre immerso in questa distesa verde, con le pannocchie quasi mature (e a dire il vero in questa zona non si avverte quel senso di siccità tanto discusso e sbandierato in televisione, ma vicino al Po, si sa che le falde aiutano davvero tanto l’agricoltura).

Qui sotto la mappa, realizzata con Koomot (dove si può vedere tutto l’itinerario che ho percorso)

Alla fine sono riuscito ad intravedere un ingresso “ufficiale” del parco, qualche segnale e qualche cartello, ma davvero poca roba. Così si percorre una bella strada in terra battuta (dal fondo niente male, almeno per la mia bici) in mezzo ad alberi maestosi, un vero bosco, una sequela di piante, anse, scorci del fiume… si arriva ovviamente anche alle sponde in zone più selvagge, quasi naturali e l’effetto paesaggistico è notevole.

Può bastare, preferisco ricordare il fiume con questo album fotografico
i luoghi, il verde, lo spettacolo lungo il fiume Po