Browsed by
Categoria: varia

FAQ Bonuspesa Siracusa

FAQ Bonuspesa Siracusa

Da pochi giorni è ripartita la fase di presentazione delle istanze per il bonuspesa di Siracusa. Il nostro Centro CIAO, come già nel periodo di dicembre-gennaio, si è offerto per dare una mano ai cittadini. Qui si possono leggere le modalità che il CIAO sta adottando.

Siccome nella settimana precedente all’avvio della procedura il Comune ha incontrato le associazioni di volontariato per stabilire di comune accordo alcune modalità operative, così da semplificare la vita ai cittadini e quindi anche al Comune, spero di fare una cosa utile raccogliendo in questa pagina un po’ di informazioni e di risposte alle domande più comuni.

*** in progress *** aggiornamento del giorno: 11/04/21

In questa pagina sono elencate alcune indicazioni condivise con i vari operatori per aiutare chi avesse delle difficoltà, visto che per l’Amministrazione Comunale non è molto facile predisporre in tempi rapidi una pagina di FAQ (frequently asked questions, cioé le domande ricorrenti che spesso in molti si fanno). Premetto ovviamente che sono a titolo personale e non sono emanazione diretta del Comune, ma visto che siamo riusciti ad avere un filo diretto con l’istituzione delle Politiche Sociali, speriamo di poter fornire un aiuto concreto a molti.

A chi posso rivolgermi per inoltrare la domanda del bonuspesa?
Le associazioni che hanno aderito sono per il momento le seguenti, si invita quindi a rivolgersi alla sede più “comoda” e vicina al proprio domicilio.

Chi può presentare domanda
Solo chi ha la residenza nel Comune di Siracusa.

Ricevo già altre sovvenzioni, posso presentare domanda?
SI può fare domanda anche se si è destinatari di un altro contributo sociale (come il Reddito di cittadinanza), ma il contributo sarà calcolato in base a quanto già si riceve.

Posso modificare la domanda appena presentata?
Occorre fare molta attenzione alla correttezza dei dati e inserire i valori precisi (ad esempio se si ricevono già altri contributi), perché NON sarà possibile integrare o modificare la domanda in un secondo momento (come invece avveniva a gennaio) e se ci sono dati errati la domanda verrà scartata.

Ho già presentato la domanda a gennaio, devo segnalarlo?
E’ indispensabile che chi ha già presentato la domanda nella precedente “edizione”, lo indichi in fase di inserimento per recuperare i dati già presenti. Dal menu iniziale selezionare che si è già usata la piattaforma, poi basta inserire il n. del documento e la data di scadenza, il sistema recupera i dati già presenti (che ovviamente vanno controllati, perché è possibile che ci siano modifiche o incongruenze)

Come vanno inseriti i documenti di riconoscimento?
Se si dispone già di un documento che riporta in un’unica pagina sia il fronte che il retro della carta di identità (o della patente), è possibile inserire lo stesso file nella casella del fronte e poi anche in quella del retro. Vanno cioè riempiti entrambi i campi, altrimenti la domanda non può essere inoltrata.

Devo inserire altri documenti (ad esempio delle deleghe), come fare?
Se fosse necessario inserire una eventuale delega o altro documento, è possibile aggiungerla come seconda (terza…) pagina all’istanza da presentare.

Nel campo “Soggetti da coinvolgere nelle politiche attive del lavoro” cosa bisogna scrivere?
Nell’istanza compare questa richiesta:
tra i componenti del nucleo familiare, individua quelli indicati ai precedenti punti n _ quali soggetti da coinvolgere nelle misure delle politiche attive del lavoro ….
Si suggerisce di riportare, se presente nell’elenco dei famigliari, il n. del rigo della persona con età compatibile per queste politiche di orientamento per il mondo del lavoro (quindi un giovane dai 16 anni in su o maggiorenne che non superi i 55/60 anni)

Verso la necropoli di Cassibile #1

Verso la necropoli di Cassibile #1

Ci stavo pensando già da un po’ di tempo, ma durante la settimana diventa sempre difficile muoversi . Così ho approfittato della pausa pasquale per tentare un’escursione verso la necropoli di Cassibile.

Come al solito ho cercato di documentarmi prima del viaggio, ma di indicazioni molto precise su questa località non se ne trovano facilmente. Alla fine capisco anche il perché.

Questo luogo, archeologicamente molto interessante e ancora adesso piuttosto selvaggio, non ha ricevuto grandi attenzioni, vuoi per la posizione vuoi per l’estensione. Dopo quella di Pantalica è una delle necropoli più vaste della Sicilia. La stessa pagina di Wikipedia la presenta con una foto dalla didascalia molto esplicita: “la necropoli vista da lontano”. Perché questo “lontano” sarà un po’ il leitmotiv della giornata.

Decido di partire a fine mattinata, in bici, sperando in un traffico meno pesante. Ma non avevo calcolato il vento. Pazienza, non avendo fretta si può dosare meglio il tempo.

Dopo aver attraversato Cassibile prendo la prima strada che a destra oltrepassa l’autostrada e si avvia verso i rilievi. La direzione è per Canicattini, ma alla prima deviazione a sinistra trovo subito il cartello che indica la direzione per la necropoli. Sarà anche l’ultima indicazione ufficiale, dopo di che bisognerà affidarsi un po’ all’intuito.

(la traccia del percorso, o quel che l’è, la puoi vedere qui)

La necropoli si adagia con evidenza sulle balze dei primi rilievi. Un tempo questa era tutta zona del Marchese di Cassibile. Una tacita convinzione dice che per attraversarla non servano permessi particolari, basta rispettare il luogo. L’unica macchina che incontro sul sentiero, ormai strada sterrata, mi conferma la cosa, posso proseguire in bici. Arrivo fino a quella che dovrebbe essere l’antica residenza del marchese. Grandi cancellate in ferro che impediscono di scorgere qualunque dettaglio dell’interno. Curioso invece il cartello, che invita il postino a non desistere, perché prima o poi qualcuno arriverà, ancor più sbarazzino l’uso della lingua, che sancisce un “porticedda” che stento a classificare come diminutivo… In compenso non ci sono dubbi su chi adesso abiti nella dimora, visto che la buca delle lettere è molto esplicita (ma l’ultimo marchese era un personaggio interessante!).

Sulla cima di una delle colline che fanno da orizzonte nord, si stagliano i resti di quella che doveva essere una dimora speciale del marchese (la villa a Cugno Mola, sorta probabilmente su ruderi antichissimi, Tucidide ne sa qualcosa!) ma per questa volta mi accontenterò di vederla da lontano.

Ora sono in marcia, un po’ in bici e un po’ a piedi, troppe pietre aguzze e non vorrei rischiare sorprese, visto che qualche settimana fa per una brutta buca mi sono sorbettato 3 km di passeggiata con bici al fianco per tornare a casa con la gomma bucata! A sinistra si stendono distese ampie di mandorleti, con frutti ormai ben visibili e gonfi, sulla destra schiere di olivi, almeno centenari, a volte bordati di semina a grano. Nessuno in vista, fin dove lo sguardo arriva. Guardando verso la collina si cominciano a distinguere facilmente i fori, le grotte, gli anfratti che formano la necropoli. E’ stata usata dall’anno 1000 fin verso l’800 a.C, quando cioé iniziano ad essere più intensi i rapporti con le colonie greche, poi con le città come Siracusa. In epoca bizantina alcuni di questi loculi sono stati poi adibiti a magazzini, depositi agricoli e modificati di conseguenza, con l’aggiunta di mensole e arcosoli; ma di queste grotte così ampie non riuscirò a vederne nessuna.

Dopo aver superato i ruderi di un ponte, mi decido infine a lasciare la strada e dirigermi verso la collina, per arrivare almeno vicino a qualcuno di questi loculi.

Uso il muro di cinta come sentiero, giungo ad una sorta di canale in pietra, ormai ostruito dal tempo, dalle radici e dalle piante, lo supero e arrivo abbastanza facilmente alle prime tombe; molto semplici, un cubicolo piccolo, per sepolture singole, immagino. Ce ne sono diversi ma la zona si fa subito impervia. Grandi macigni, alcuni appena appoggiati l’uno all’altro. Vegetazione folta e fastidiosa da superare. Mi afferro ogni tanto a qualche ligustro e altre piante. Nugoli di polline (speriamo bene di non essere allergici, qui ci sono dosi per contaminare legioni!) nell’aria calda del pomeriggio. Così mi decido, semplicemente, di fermarmi per contemplare il posto. In fin dei conti era questo l’obiettivo, non certo una esplorazione estensiva.

Guardo il mare sullo sfondo, la campagna fertile, dal verde intenso; il bianco delle rocce come sostegno e riparo. Comprensibile aver offerto come ultimo panorama questo scorcio di bellezza. Sono fermo, parte di questo respiro naturale. Più che sufficiente.

Sulla via del ritorno una gradita presenza, quasi pasquale. Un gregge di pecore che bruca tranquillo sotto i mandorli. Solo il pastore, un africano distratto che nemmeno si accorge della mia presenza alle sue spalle, a ricordarmi che siamo a Cassibile e che qui i migranti hanno una lunga e difficile storia con il territorio.

Questa volta l’album di foto c’è, mi ero portato l’altra fotocamera 🙂
Ecco alcuni ricordi della Necropoli di Cassibile.

:

Il centro vaccinale di Siracusa

Il centro vaccinale di Siracusa

E come previsto, rieccomi per la terza volta presso il centro vaccinale di Siracusa, l’Urban Center. Questa volta in veste quasi istituzionale, perché come volontario della CRI stiamo collaborando con il Comune per agevolare le diverse attività che fanno dal contorno al vaccino vero e proprio.

E dopo aver toccato con mano alcune criticità e quelli che a prima vista sono probabilmente dei colli di bottiglia superabili, mi limito proprio a questi semplici aspetti, in un’ottica di semplice collaborazione cittadina.

Ieri, nell’insieme, il clima tranquillo della domenica pomeriggio, la platea di persone anziane e tranquillissime ha fatto sì che tutto filasse al meglio. Il pomeriggio era persino a formato ridotto e in pratica entro le 17 si è concluso tutto.

Gli unici aspetti che potrebbero sveltire e rendere più snello il processo, da quanto visto finora, sono abbastanza fisiologici. Si tratta del numero di dottori incaricati del colloquio anamnestico, il dialogo con le persone che stanno per essere vaccinate. Credo sia un momento importante e da svolgersi con la dovuta calma e tranquillità. L’unica perplessità è che nell’Urban Center sono stati predisposti solo 4 sedi per questo colloquio. Le attese nascono necessariamente da questa situazione. Ho visto i dottori veramente impegnati e disponibilissimi, sereni e accoglienti, insomma, quello che ci vuole, soprattutto per la platea presente. Ma sono pochi e si fa presto ad ingolfare il sistema. Per ogni persona ci vogliono almeno quei 3-4 minuti doverosi di ascolto; con gli altri volontari della CRI ci eravamo ingegnati per far avanzare la fila a piccoli settori, in ordine di numero ricevuto, così prima si aspetta nella sede grande, poi ci si avvicina ai colloqui, poi si entra nella zona immediatamente a ridosso. In questo modo la gente intanto si muove e fisiologicamente l’impressione dello scorrimento evita qualunque malumore.

Poi entra in gioco il numero degli infermieri incaricati di somministrare il vaccino. Ieri forse i tempi tecnici erano legati alla tipologia dei pazienti, più anziani: togli la giacca, magari il maglione, prepara il braccio…. per un ragazzo sarà pure questione di un attimo, ma un anziano spesso fa più fatica, ha bisogno di una mano, non puoi fargli fretta. Anche in questo caso, dopo aver constatato che ci sono 25 piccoli locali pronti per la somministrazione del vaccino e vedere che comunque se ne potevano utilizzare solo 7-8, in base agli infermieri presenti, i calcoli dei tempi sono presto fatti.

Dopo il vaccino è tutto semplice: ci si reca nella sala di attesa (che però continuo a domandarmi come mai sia a ridosso di una porta di uscita che NON si può utilizzare, perché corrisponde a quella di entrata, probabilmente saranno vincoli propri dell’edificio…), nel giro di pochi minuti ogni paziente riceve il suo foglio per la prossima prenotazione (la seconda dose) e poco alla volta si svuota anche questa sala. Se il flusso dovesse aumentare potrebbe diventare troppo piccola, ma considerando la bella stagione, forse non è azzardato ipotizza che più avanti potranno essere sufficienti le tende già sistemate all’esterno.

Insomma, lo sforzo logistico è notevole e vedo molto impegno da parte di tutti. Proprio all’inizio c’è stato un breve momento di caduta della connessione. Interessante vedere come un po’ tutti, dai dottori al personale di vigilanza, si davano da fare per aiutare che era incaricato di riavviare lo switch centrale. Unica perplessità: le diverse macchine presenti sono tutte cablate via cavo e non hanno wi-fi. In certi casi un hotspot volante potrebbe essere una soluzione rapida. Ma anche in questo caso le procedure del collegamento col ministero avranno il loro perché.

Speriamo vivamente che giorno dopo giorno possano aumentare i vaccinati. Da pochi giorni è disponibile la situazione generale in tutta Italia tramite il server del governo (ecco il sito). Anche questa trasparenza, doverosa tra l’altro, è un buon segnale e uno stimolo a proseguire questo impegno. Da parte di tutti.

Un dettaglio primaverile, qualcuno in mattinata aveva lasciato questa bella cassettina di fiori per le tante donne presenti come infermiere e dottoresse. Era la domenica delle Palme, ma anche le margherite sono un bel segno di festa.

L’ultima ragazza

L’ultima ragazza

Ho letto questo libro ormai tempo fa, saranno mesi. Mi era rimasto impresso per l’attualità della vicenda, l’insostenibile assurdità di quanto possa succedere ancora oggi, in questo mondo apparentemente globalizzato e ricoperto da una patina occidentale progressista. Si fatica a credere che non lontano da noi possano ancora verificarsi questi atteggiamenti e che valori ormai considerati acquisiti possano invece essere strumentalizzati e asfaltati senza pietà.

Persino il mondo religioso degli Yazidi, che mi era totalmente sconosciuto, mi fa toccare con mano che veramente con le briciole che conosciamo a volte costruiamo cattedrali traballanti e, sovente, incomplete. Perchè la vita è così grande e ricca che una esperienza sola, una fede sola e una sola cultura faticano a trasmettere. Ben venga il confronto e la reciproca conoscenza.

Poi ho trovato giorni fa (prima decina di marzo) queste parole del Papa, mentre tornava dal suo ultimo viaggio in Iraq e che ricordava ai giornalisti come era nata la decisione di fare un simile viaggio.

La decisione su questo viaggio viene da prima: il primo invito dall’ambasciatrice precedente, medico pediatra che era ambasciatrice dell’Iraq: brava, brava, ha insistito. Poi è venuta l’ambasciatrice in Italia, che è una donna di lotta. Poi è venuto il nuovo ambasciatore in Vaticano, che ha lottato. Prima, era venuto il presidente. Tutte queste cose sono rimaste dentro. Ma c’è una cosa in precedenza, che vorrei menzionare: una di voi [giornaliste] mi ha regalato l’edizione spagnola de “L’ultima ragazza” [di Nadia Murad]. Io l’ho letto in italiano. […] C’è la storia degli yazidi. E Nadia Murad lì racconta quella cosa terrificante, terrificante… Vi consiglio di leggerlo. In alcuni punti, siccome è biografico, potrà sembrare un po’ pesante, ma per me questo è il “telone” [il motivo] di fondo della mia decisione. Quel libro lavorava dentro, dentro… E anche quando ho ascoltato Nadia, che è venuta qui a raccontarmi le cose… Terribile! Poi, con il libro, tutte queste cose insieme hanno fatto la decisione, pensandole tutte, tutte le problematiche, tante… Ma alla fine è venuta la decisione e l’ho presa. (da 7cielo)

Così come è stato per l’enciclica “Fratelli tutti”, preparata dall’incontro di Abu Dhabi del 2019, probabilmente serviranno ancora anni per far maturare questo gesto inedito di papa Francesco, perché possa produrre frutti condivisi, da cristiani e musulmani.

Ora dimmi di te…

Ora dimmi di te…

Non sono un amante e forse nemmeno un estimatore di gialli, di conseguenza penso di non aver mai letto un libro di Camilleri, anche per l’inveterata tendenza ad associarlo al commissario Montalbano e niente più. E se questo è stato il primo, è stato anche una gradevole sorpresa.

Ma Camilleri è un autore che si fa seguire con interesse. Così mi sono imbarcato in questa lettura, anche con il secondo fine, dettato dalla presentazione del sito, di trovare una sorta di reportage rapido e vivace sul secolo passato, da proporre ad alcuni studenti.

E questo Novecento, una parabola ancora in agitazione e in fase di assestamento, viene in questo testo descritto da una persona che lo ha attraversato quasi tutto (escludendo la prima guerra mondiale) da una prospettiva privilegiata, come gli consentiva la sua esperienza di poeta, narratore, autore teatrale, regista, funzionario RAI Inoltre si tratta di una persona che non ha conosciuto di striscio gli eventi, ma ha dovuto valicare più volte, pagando di persona, gli schieramenti imperanti, dai confini del fascismo a quelli del comunismo, per giungere a una sua personale dimensione di uomo.

L’autore scrive una vivace lettera a questa sua nipotina che ancora non sa leggere e il testo diventa un’occasione per conoscere profondamente non solo la persona ma anche per saggiare l’evoluzione di questa Italia negli ultimi 100 anni. Si tratta di un percorso stimolante e molto interessante che mostra tra l’altro una schiettezza e una capacità di coerenza personale ammirevoli. Conoscendo un po’ il personaggio di Montalbano per le trasmissioni televisive (anche se non ne ho mai seguita una per intero) si scopre che il suo autore è sicuramente molto di più della somma prevedibile delle parti. Lo ribadisce lui stesso negli ultimi consigli che affida alla nipotina, perché non sempre due più due fa quattro; nel suo caso il numero decisamente cresce.

E’ un testo ottimista, pieno di speranza e di vitalità, che mostra come superati i 90 anni ci siano ancora sacche di energia incredibili a cui attingere e stimoli che possono aiutare anche altri a vedere la vita e l’Italia in un contesto positivo. Nel finale emerge l’augurio o almeno l’invito ad impegnarsi per dare il massimo, ciascuno fare la sua piccola parte, come racconta nella favoletta dell’incendio della foresta, quando anche il leone sta cercando di scappare, sul più difficile incontra un piccolo uccellino che invece di fuggire sta tornando indietro con la sua gocciolina d’acqua nel becco, perché lui vuole fare la sua parte.

Ed è sicuramente un messaggio che rimane ben scolpito, alla fine di questa lettera. Bello che sia il commiato finale di un giovanotto di oltre 90 anni, un invito all’ascolto del futuro.