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Sabato colorato

Sabato colorato

Cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia. Devo segnarmela questa e per la prossima volta… invertire l’ordine di questi fattori. In pratica, prima la festa e poi il mare, non come questa volta. Ma andiamo con ordine…

Siamo di nuovo con i nostri amici hindu., qui a Melilla, perchè questa era proprio la loro settimana.

Da calendario si doveva festeggiare poco prima della nostra Pasqua, che peró coincideva anche con la fine del Ramadan, ed essendo questa una festa abbastanza allegra, tra balli, canti e laboratori di percussione… (Bollywood docet) I nostri amici hanno pensato di spostarla ad altra data, per non infastidire.

Solo che il cambio di data coincideva anche con la festa del Borrego, quel Eid al-Adha che vede molti residenti di Melilla spostarsi nella vicina Nador, in Marrocco, per festeggiare il grande evento con le famiglie al completo. In pratica, questa settimana Melilla era davvero piú calma e tranquilla del solito, quasi spopolata, visto che in molti mancavano all’appello. Insomma, cose che qui a Melilla sono normali, un rispetto non solo formale delle diverse tradizioni, un modus vivendi che ha molto da insegnare ad altri contesti.

E stendiamo un velo pietoso sui tempi di attesa alla frontiera che i tanti amici musulmani di Melilla hanno dovuto sopportare per passare dall’altra parte: quest’anno alla nostra cuoca è andata meglio, solo 7 ore di attesa! E’ toccato a sua cugina, meno fortunata, aspettare per ben 14 ore!!!

Ma la festa dei colori si è tenuta lo stesso. Proprio questo sabato. E dopo averla comunicata anche ai nostri ragazzi del progetto Horizonte Joven, volevo almeno vedere se incontravo qualcuno di loro, anche se dubitavo di scoprirne qualcuno. E in effetti è stata proprio così.

Prima ho controllato la temperatura dell’acqua marina (insomma, primo bagno di stagione, temperatura deliziosa, anche se qui non si puó certo parlare di acque cristalline) e poi, tornando a casa, una piccola deviazione verso la piazza multifunzionale per vedere come andava la festa. Il volume a palla si udiva giá da lontano e si notavano per terra ampie chiazze di colore, qualcuno dei passanti era già uno spettacolo multicolore che faceva ben presagire. E una volta sistemata la bici (colore più o meno non la peggiora di tanto) ho cominciato a guardarmi intorno.

Guardare è già un termine pretenzioso, visto che tutti facevano a gara per rovesciarti i pacchetti di polvere colorata appena abbassavi la guardia. Uno spettacolo, davvero. E le foto si sprecano, anche se uno cerca almeno di fare attenzione per non riempirsi il telefono di colori sgargianti.

E finalmente ho rintracciato qualche volto noto, o meglio, sono loro che mi hanno scoperto e cominciato a cospargere di porpora, rosso, verde, fucsia e … chi più ne ha pi`ne metta… E dai risultati si vede che ne hanno davvero messo tanto, di colore! Meno male che la nostra amica Anju continuava a dirci che tanto questa festa, chiamata Holi è una festa che ricorda il trionfo del bene sul male (Il mito di Holika e Prahlad), insomma, più partecipi e più ti purifichi! Pensavo proprio a questo al rientro, quando cercavo di togliere la polvere dal telefono, lo zaino, i sandali… 😉 mi devo essere purificato un sacco, questa volta!

Intanto sul palco dove si svolgeva l’evento, il clima era a dir poco effervescente, con nuvole di colore ovunque, gente variopinta, famiglie che si concedevano selfie selvaggi, bambini dallo sguardo enigmatico… Fino a quando mi ferma una chiedendomi “ma non mi riconosci?” e decisamente la risposta era un no chiaro, ma poi, si leva gli occhiali, sorride e… come non si fa a riconoscere una delle tue alunne più serie ed attente? Insomma, le fedelissime del progetto Alfa erano presenti. Per quest’anno può bastare.

E come già 2 anni fa, ecco anche questa volta un coloratissimo album fotografico dell’Holi Fest 2026 di Melilla

A spruzzi di colore

A spruzzi di colore

Difficile negare il fascino del colore; ne basta poco per accendere lo spettacolo, rallegrare le persone, riempire di fascino la geometria dei volti, dei corpi e della musica… Sarà per questo che la festa hindu che si è svolta a Melilla, nella grande piazza che ospita gli eventi periodici, non si è fermata nemmeno in presenza di un vento potenzialmente fastidioso. Davvero non pensavo che in questa località il vento fosse così presente e spesso insidioso. Vai in spiaggia e respiri vento e granelli di sabbia, scuoti l’asciugamano e collezioni briciole e briciole di conchiglie, devi quasi proteggerti gli occhi per evitare intrusioni fastidiose…

Ma l’evento era previsto da tempo, il nostro amico Ramesh, anima e promotore della vivace comunità indù di Melilla, ci aveva avvisato da tempo di questa speciale festa hindu, dal nome esotico ma nemmeno troppo: Holi (riporto la sintesi da Wikipedia: L’Holi è una festa religiosa durante la quale è usanza sporcarsi con polveri colorate per omaggiare un rito di origine indiana che simboleggia la rinascita e la reincarnazione). Insomma, un’occasione di festa che ben si coniuga con l’estate, la spiaggia e un divertimento quasi infantile nel giocare coi colori.

Sapevo che avrei incontrato diverse persone e volti conosciuti, infatti, dopo aver individuato la zona dell’evento e assicurato la bici da qualche parte, ho subito incontrato alcune ragazze dei corsi del progetto Alfa (che però erano ben poco intenzionate a partecipare al coloratissimo evento!) e poi diverse ragazzine che partecipano alla nostra colonia estiva; subito mi hanno riconosciuto e chiesto dove stavano gli animatori. Hai voglia a dire che “sono per strada, stanno arrivando”; il vantaggio della bici, in questi casi, è davvero notevole!

Poi ho incontrato Ramesh, indaffarato con l’organizzazione, ma si è subito prodigato per affibbiarmi una delle magliette dell’evento (se no non puoi partecipare al gioco nel “recinto”…) e poi, verso le 19, è cominciata la festa vera e propria.

Avevo una sorta di terrore legata alla polvere che avrei incontrato; nella zona recintata c’erano scatoloni e scatoloni di colori in polvere, piccole buste pronte al massacro 😉 e stavano cominciando a distribuirle a tutte le persone dentro al recinto. Tra il sole cocente, il vento disperato, la musica a palla e il contagio del gruppo, la festa è subito decollata con allegria. Era uno spettacolo girare per catturare qualche foto, curiosare tra gli effetti del colore lanciato per aria, immaginare gli effetti tra le nuvole di colore. Interessante vedere l’approccio dei bambini, inizialmente impauriti da tanta confusione, poi, poco alla volta, sempre più partecipi e contenti, fino a razzolare allegri per terra, raccogliere manciate di colore e rilanciarle in alto. Che dire… che festa sia.

E qui l’album con le foto e un paio di video di questo evento

e qui l’articolo da Melilla Oggi

Concludiamo la visita al centro Hindù

Concludiamo la visita al centro Hindù

La conclusione del nostro tour dei centri sacri di Melilla si è conclusa nel piccolo centro culturale hindù, dove ci aspettava l’amico Ramesh (anche lui volontario del progetto Alfa).

Il centro è ospitato in un piccolo locale in una delle vie centrali della cittadina, ci sono progetti per un suo trasferimento ed ampliamento, ma per il momento sono aperte solo le trattative politiche (quindi i tempi saranno sicuramente lunghi).

Anche in questo caso siamo invitati a “toglierci i calzari”, per renderci conto che la cosa più importante è il nostro atteggiamento di ascolto e attenzione. Il luogo risente del tipico atteggiamento rasserenante e un po’ sintetico della cultura indù. Ramesh ci ha raccontato di come una piccola comunità, presente sul territorio solo a partire dalla metà del secolo scorso sia riuscita a contribuire in modo così efficace e significativa sulle dinamiche della cittadina intera.

Quando ancora non c’erano i tanti negozi cinesi che ormai sono presenti un po’ in tutte le nostre grandi città, l’appalto, per così dire, di tante attività economiche legate ai prodotti di tecnologia erano proprio delle famiglie indiane; questo loro impegno produceva ovviamente un giro economico ampio e una conseguente capacità imprenditoriale di spicco, tante le persone coinvolte e il vantaggio reciproco. Melilla godeva a quei tempi di uno status di zona commerciale franca, con iva agevolata…

Ma oltre al business la cosa interessante è stato il crescere e il consolidarsi di una cultura diversa da quelle già esistenti. Cristiani, musulmani ed ebrei vantavano una lunga tradizione, feste e gesti radicati ormai nel tempo; gli indù si sono inseriti in questo filone, inserendo le loro tradizioni peculiari, come la festa del Diwali (capodanno) che poco alla volta è diventata un appuntamento fisso e gradito. Nel contempo la partecipazione alla vita sociale e a quella educativa (sia Ramesh che i figli sono ex-alunni del collegio La Salle) hanno rinsaldato i contatti.

Dal punto di vista religioso l’hinduismo presentato nella sua versione locale è davvero molto “comprensivo”. Si entra nel locale e ci accoglie la scritta “namastè”, vicino alle statue di Ganesh e delle principali divinità indù, ma nella parte di fondo trovi anche la Vergine del Rocio e un bel volto di Gesù. Ramesh partecipa come portatore di una confraternita cattolica, frequenta senza problemi i gesti pubblici della nostra parrocchia, è ben voluto e apprezzato da tanti. E poi gli inù sono decisamente un piccolo gruppo, meno di un centinaio di persone.

Ramesh insiste sul fatto che “ciò che fa bene alla tua anima fa bene anche alla mia” e questo sincretismo, molto concreto è l’elemento che spicca maggiormente.

e qui riporto l’album fotografico del nostro tour dei luoghi sacri di Melilla